Anche tu credi che il metodo Vaganova sia il migliore? – Do you also believe the Vaganova method is the best?

 

 

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Non me ne vogliano i ‘grandi’ del settore, condivido soltanto alcune riflessioni che potrebbero far vacillare un’impalcatura così ben consolidata come quella Vaganova.

Parlo semplicemente per esperienza personale, e dopo alcune constatazioni obiettive sui risultati di tale metodologia.

Premesso che un metodo di per sé sia considerabile come ‘neutro’, mentre quello che fa la grande differenza è chi lo insegna e come lo insegna, vorrei sfatare alcuni falsi miti che vorrebbero vedere il Vaganova primeggiare ad ogni costo.

 

Lungi da me ogni volontà di smontare una gigante come la nota Agrippina, che riformulò un percorso didattico in modo stilisticamente inconfondibile, particolarmente ferreo nella disciplina e geniale nelle intuizioni, e che la portò a superare difficoltà fisiche notevoli. A lei va ogni merito nello sforzo supremo di farci pervenire un lavoro colossale, tuttora usato soltanto nelle migliori scuole.

 

È giusto notare però alcuni limiti che potrebbero non giovare ai discenti, specie se questi non sono stati ‘selezionati’ come per entrare nell’omonima Accademia. Ho studiato diversi metodi e notato pregi e difetti di ciascuno negli anni. O meglio:  alcune caratteristiche si sposano bene con certi tipi fisici, altre sono proprio elementi da riformulare, perché non portano risultati positivi. Cito ad esempio questi:

 

1. Pensiamo alla semplice prima posizione a 180°: Vaganova non ammette meno di tale apertura, fin dagli inizi. E chi ha problemi di varismo alle ginocchia come fa? Ecco il dilemma: seguire alla lettera il ‘vangelo’ Vaganova o piegarsi all’impossibilità di procedere, con conseguenti ‘sbavature’ nei movimenti?

 

2. Com’è noto, il Vaganova predilige gli esercizi ripetuti in serie (come ad esempio 8×4=32 echappé sulle punte alla sbarra). Siamo certi però che questo modo di procedere non porti più danni che benefici nel lungo termine? Personalmente, anche da certi Maestri che ho avuto, ho imparato che i ballerini veri sono dei ‘pigri intelligenti’. Il che non vuol dire che potrebbero non ottenere peggiori risultati massacrandosi di meno.

 

3. A cosa serve esattamente rifare la sbarra al centro se la si è appena eseguita alla sbarra? Tutte le motivazioni possono essere giuste ma, ancora una volta, si potrebbe risparmiare tempo se già alla sbarra venissero adottati accorgimenti tali per cui rifarla al centro sarebbe un’inutile ripetizione.

 

4. Non ci si chiede come mai le ragazze in Accademia (Vaganova) al 5° corso abbiano le gambe altissime e una tecnica ‘pronta’ ad eseguire già praticamente tutto, mentre le diplomande del 7°/8° corso siano più appesantite, magari con le gambe più basse? Eppure sarebbero dovute progredire, non retrocedere!

 

5. In alcuni casi ‘fisici’, il Vaganova sembrerebbe soltanto peggiorare le cose, ovvero intozzare il corpo anziché allungarlo. Premesso che abbia sicuramente subito una grande evoluzione dal vecchio metodo russo, e che quindi in linea di massima questo tipo di problema ora in teoria sia molto più raro, cos’è che non funziona e dove si potrebbe intervenire per ottenere anche risultati fisici interessanti anche per coloro che non avessero il corpo di Svetlana Zakharova?

 

Alla luce di quanto esposto, e senza screditare alcunché o voler dare nella maniera più assoluta ‘classifiche’ a metodi e stili che chi insegna studia, ama, applica e predilige, ma soltanto volendo vedere la cosa da un punto di vista puramente obiettivo, che integrazioni/modifiche credi siano necessarie per aiutarti a svolgere la danza al meglio secondo questo metodo, preservando il tuo corpo da ‘trattamenti’ invasivi quanto inutili? A te la parola…

 

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P.S. Clicca qui per scaricare un Minicorso dedicato alla Tecnica di Punte, in cui ti spiego come rinforzare i piedi molto prima di indossarle.

 

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IN ENGLISH

 

I do not want to create scandals among the great personalities of the traditional ballet sector, I will share just a few thoughts that might undermine a worldwide so well established institution as the Vaganova method of classical ballet.

I simply speak from personal experience, and after a few observations on the results of this methodology.

Admitting that a method in itself is considerable as neutral’, while what makes the big difference is who teaches and how he or she teaches, I’d like to expose some myths that would maintain the Vaganova method at a superior standard, above all the other ones, no matter what.

Far be it from me all desire to dismantle a giant known as Agrippina Vaganova, who reformulated in a didactically and stylistically speaking an unmistakable trail, particularly severe in the discipline and genial in her intuitions, that led her to overcome significant physical difficulties. To her shall go every honor in the supreme effort of giving us a colossal work, which is still used only in the best schools.

 

It is fair to note, however, some limitations that may not be useful to the learners, especially if they have not been selected’ to enter the homonymous Academy. I have studied different methods and noticed the pros and cons of each over the years. Some features well with certain physical types, while others should be reformulated as they don’t bring positive results. Take, for example these:

 

 1. Think about the simple first position in 180 °: Vaganova does not accept less than this opening from the student’s early days of ballet. But what about those who have problems with varus knees, what do they do? Here’s the dilemma: to literally follow the gospel’ Vaganova or resign to the inability to proceed, resulting in smearing’ movement?
 
 

2. As it is known, the Vaganova prefers exercises of  repeated sequences in series, such as for instance 8 × 4 = 32 echappés on pointe at the bar. Are we certain, however, that this approach won’t bring more harm than good in the long term? Personally, even by some great teachers I had the chance to take class with, I learned that the real dancers are lazy intelligent‘. Which doesn’t actually mean that they could not get any worse by massacring their bodies less.

 

3. What is the actual utility in repeating the bar at the center if you’ve just finished it? All the reasons may be right but, once again, you could save time if the bar had already adopted measures such that once in the center, redoing the actual bar would be an unnecessary repetition.

 

4. No wonder why the girls in the Vaganova Academic 5th course have very high legs and a technique ready’ and brilliant enough to perform pretty much everything already, while the girls of the 7th / 8th course are more weighty, having vaguely lowered their legs? Yet they would have to progress, not go backward!
 
 
5. In sometimes physical’ cases, the Vaganova seems to only make things worse, squatting the body rather than extending it.
Admitting that
it has certainly undergone a great evolution from the old Russian method, and therefore, in principle, this kind of problem is theorically now much rarer, what is that does not work and where one could intervene to get appreciable physical results also interesting for those who do not have the body of Svetlana Zakharova (which are possibly the majority, btw)?
 
 
At the light of what has been discussed, and without discrediting anyone or making improbable charts’ of the methods and styles that teachers study, love, apply and prefer, but only wanting to see it from a purely objective point of view… What additions / changes do you think are necessary to help you teach and/or perform ballet classes at your best according to this method, preserving your students’ bodies from invasive and unnecessary treatments’ ?

 

Now it’s your turn to intervene

 

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13 thoughts on “Anche tu credi che il metodo Vaganova sia il migliore? – Do you also believe the Vaganova method is the best?

  1. Ciao, credo che il metodo Vaganova sia per dare un po’ di velocità al metodo Royal, ma il metodo Royal credo essere il migliore per dare al ballerino più base in quello que hai bisogno nel Ballet. Così ai Sucesso con il mio gruppo in Brasile.

    Sandro Amaral

    1. Ciao Sandro, per Royal intendi RAD (Royal Academy of Dancing)? sono due cose così lontane tra di loro, impossibile paragonarli, partono da basi diverse. Però fammi capire meglio come svolgete il lavoro in Brasile, sono curiosa! Grazie del feedback 🙂

  2. sono in parte d’accordo con queste critiche ma sicuramente il metodo Vaganova è essenziale per impostare i primi tre anni di corso

    1. Ciao Antonella! è un privilegio e un piacere sentirti 🙂 grazie del commento. In effetti, alcune delle problematiche del Vaganova si riscontrano nei corsi più avanzati, come dal sesto in poi, anche se ovviamente non è una regola. Sono d’accordo con te che per le basi (i primi tre anni) dia sicuramente una base corretta e fortissima – sempre che gli allievi meno dotati riescano ad aprire da subito una ‘première position’ da manuale! Se hai altro da condividere fai pure, la tua esperienza è preziosa. Un caro saluto!

  3. Salve, ho letto attentamente questo articolo sul quale per molte cose sono d’accordo. Partiamo appunto dal fatto che nella Scuola Vaganova le danzatrici/ ori, accedono attraverso un esame, mentre nelle scuole italiane private questo non succede.Quindi loro lì possono permettersi di sicuro uno studio come da manuale xché hanno sotto gli occhi dei fisici che già di base lo permettono, tra l’altro tutte vogliono diventare delle danzatrici di professione, mentre questo non sempre accade qui da noi. Anch’io da insegnante mi chiedo se alcune cose sono giuste, di base insegno la metodologia Vaganova, come passi, nomi, arabesque, port de bras ecc, xché credo sia un’ottima formazione per l’impostazione del corpo e la muscolatura, da forza nelle gambe e nei salti, ma su alcune cose non seguo alla lettera. Quindi si al Vaganova, ma anche con moderazione.

    1. È proprio perché nello scenario globale abbiamo per lo più a che fare con ‘talenti misti’ che si iscrivono soprattutto a scuole private, che l’applicazione di tale metodo deve avvenire in maniera oculata e soprattutto ‘adattata’ agli standard fisici non perfetti e non preselezionati.

      Questo purtroppo ne abbassa lo standard tecnico e stilistico, ma dovendo avere a che fare ogni giorno con piccoli studenti che forse non saranno mai dei professionisti, devo concordare anch’io sul fatto che ‘Vaganova sì, ma con moderazione’.

      In particolare, proprio il Vaganova, comunque, ha delle specifiche molto inflessibili che potrebbero, se applicate alla lettera, danneggiare non soltanto il piccolo allievo senza grandi ambizioni né doti fisiche particolari, ma nel lungo termine forse nuocere anche al giovane professionista. Tolte tutte le variabili del caso (esperienza e competenza del corpo insegnanti, fisico più o meno adatto ecc.) COS’È che caratterizza questo metodo, che realmente NON asseconda i principi anatomici e meccanici al punto da portare in media più svantaggi che vantaggi nel lungo termine?

      Grazie dell’intervento!

  4. di Vaganova conosco la metodologia non il metodo, la metodologia ti permette di insegnare sapendo già dai primi corsi come procedere per costruire il corpo e prepararlo a ricevere gli insegnamenti che si susseguono in modo così logico che credo un altro tipo di insegnamento potrebbe.
    Sono cresciuta con il metodo Cecchetti , e ne apprezzo il fatto che mi ha dato la preparazione e la forza fisica per “mostrare ” ogni esercizio anche alla mia età.
    Ma la metodologia Vaganova mi ha insegnato a costruire lezioni logiche e conseguenti da 1 corso in poi.
    Quindi non sono d accordo sul suo articolo
    Cordialità

    1. Non parlo di logica e consequenzialità nel programma didattico del metodo Vaganova, quanto piuttosto del modo in cui viene proposto: posizioni forzate, doppia sbarra (sbarra e centro), e sequenze troppo lunghe, che potrebbero essere alleggerite a vantaggio dei tendini. Ma ben vengano i punti di vista!

  5. Io studio con metodo RAD e mi ci trovo molto bene. Penso che il metodo vaganova sia ottimo solo se studiato in grandi accademie come la scala o la vaganova in russia se si ha un fisico appunto già molto predisposto con en dehor naturale e molto magro di natura. Come gli studenti dell’accademia vaganova su YouTube. Se studiato in una piccola scuola lo ritengo inutile. Il rad invece diffonde ovunque i suoi sillabus, uguali per tutti e esaminati in modo neutro con criteri uguali senza far differenze tra la ragazza alta una e settanta e quella un po più tozze. Infatti si viene giudicati per la propria espressività e bravura sia nella scuoletta di campagna che alla Royal ballet school. Logico che poi chi ha studiato li sarà più bello magro e aperto ma a tutti viene data la stessa possibilità di essere esaminati.
    Poi in Italia se prendi distinction (da 75) accedi a un concorso svolto alla Summer school di Fondo. C’è la semifinale con un sacco di gente da tutta italia e poi scremano bene il gruppo e ne rimangono pochissimi.

  6. Prima di tutto preciso che la doppia sbarra viene spesso proposta anche con il metodo RAD ed è assolutamente indispensabile per lo sviluppo tecnico: alla sbarra si insegna ad eseguire con precisione ogni movimento, mentre in centro si impara ad utilizzare la propria tecnica A) senza un supporto e B) preparandola per un’applicazione coreografica. Posizioni forzate- in Russia la danza classica non è considerata un’attività per tutti e chi non può anatomicamente aprire i piedi a 180 e alzare la gambe al cielo non fa danza. Il problema infatti è nato quando la società occidentale ha cercato di portare la brillante tecnica russa nei propri paesi. Senza audizioni, cercando di imporre a tutti nozioni che in Russia spettano ai “prescelti”. Il fatto che dopo il quinto corso il fisico si appesantisce ecc. è la più grande boiata che abbia mai sentito. Sui Youtube trovi migliaia di video di settimo ottavo corso e hanno gambe che le ballerine RAD sognano. Detto questo, secondo me il metodo Vaganova è il migliore ma non può essere studiato da chiunque.

    1. E’ sicuro che in Russia la danza sia un’arte con esigenze e criteri specifici e non per tutti, ma se consideriamo la realtà italiana dove la danza si è estesa anche in ambito più amatoriale, dovremmo tenere conto dei ‘talenti misti’ che non rispondono a quei citeri e che richiedono comunque di poter seguire un iter corretto e sicuro. Sull’appesantimento dei movimenti dopo il quinto corso (ad es. il developpé più basso al settimo corso rispetto al quinto) ho visto personalmente anni fa dei video didattici della scuola Russa, ma credo che negli ultimi anni anche questa Scuola si sia evoluta e che certe problematiche non si vedano più come prima. Sulla RAD, dipende molto da chi la insegna, ma in linea di massima non può competere con il metodo Russo, né con il Francese, ecc.

        1. A quanto ne so, solo l’Accademia Nazionale di Danza a Roma rilascia diplomi validi ovunque. E lì non seguono il sistema proposto dalla RAD, ma proprio il Vaganova. La RAD è, per così dire, ‘valida’ per convenzione, all’interno della stessa RAD, o al di fuori (data la sua popolarità), ma solo in senso puramente indicativo.

          In definitiva, ‘balla chi sa ballare’.

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