Danzare sulle Punte – Dancing on Pointe

 

Danzare sulle punte richiede di sollevarsi sugli alluci per eseguire i passi tradizionali del balletto. Ciò richiede di indossare calzature con una ‘mascherina’ dura e piatta e una soletta rigida per favorire gli equilibri. Questa tecnica è un’esclusiva delle ballerine (nonostante le varie eccezioni e gli sperimentalismi degli ultimi tempi, come quelli del Ballet de Lyon o i Ballets Trockadero).


Per le punte, si richiede una grande abilità e forza nei piedi e nelle caviglie. Se un’allieva danza sulle punte prima di essere fisicamente pronta, si espone al rischio di lesioni permanenti.
L’origine della danza sulle punte è comunemente attribuita a Maria Taglioni, che nel 1832 ha ballato La Sylphide nella sua interezza in punta (anche se la loro origine in realtà si perde nella storia).  I suoi movimenti erano tuttavia notevolmente diversi da quelli del balletto di oggi, e consistevano principalmente di relevé e posé sostenuti. Danzare sulle punte è finito per diventare una componente predominante del
palcoscenico di danza, e un traguardo a cui la maggioranza dei giovani ballerine aspira.

 

 

Nel 1920, Harriet Hosmer, una ballerina di vaudeville, ha indossato scarpette dotate di suola in acciaio che le hanno permesso di eseguire passi di tip tap e di piegarsi all’indietro nelle sue performance. Questa ingegnosa idea ha permesso di adattare le punte alle altre forme di danza, tra le quali il jazz, la danza di strada, il neoclassico e il contemporaneo.

 


Le scarpette da punta sono state appositamente concepite per consentire al piede di muoversi liberamente, e sono generalmente fatte di raso, a volte con un puntale esterno in pelle morbida.
Ci sono tre diversi tipi di scarpa da balletto. Le scarpette morbide (mezzapunte), le cosiddette ‘false punte’ e le scarpette da punta. La mezzapunta ha tomaia e suola morbide, in modo che non vi sia una grande quantità di stress sui piedi degli allievi.
La falsa punta è utile per progredire verso le punte. Sono vecchie punte a cui è stata rimossa la suola interna rigida, senza quindi puntale per salirvi, ma dura abbastanza da abituare il piede al lavoro delle punte.

 

Questo aiuta la transizione dalle scarpe morbide alle punte, che hanno il puntale rinforzato, una sorta di ‘scatola’ che circonda le dita, e la suola più o meno rigida. La suola e il puntale sono realizzati con lo stesso materiale, in quanto ciò riduce l’incidenza delle vesciche, laddove le singole componenti si uniscono.

La suola esterna può coprire l’intera lunghezza della scarpa se c’è bisogno di sostenere l’arcata plantare, o può essere lunga solo ¾ della scarpa per consentire alla ballerina una maggiore flessibilità (e una migliore resa estetica in generale, oserei affermare…).

Le punte si legano con nastri ed elastici che avvolgono le caviglie, fissati ai lati delle scarpette, nell’orlo di tessuto che passa intorno al bordo delle scarpe. Non si allacciano mai fino al ginocchio ovviamente, anche perché hanno l’obiettivo di sostenere la caviglia mentre si danza. È imperativo che le punte siano calzate qualora vi siano tutti i presupposti fisici e tecnici, diversamente possono creare disagio e causare infortuni.

Spiegherò nel dettaglio quali siano i requisiti per indossare le punte (quali punte scegliere, come allacciarle, come usarle senza rischi e far fronte ai problemi, esercizi preparatori e molto altro!) nell’ECourse a questo link. Se volete approfondire o avete domande, postate un commento sotto. Per i maschietti, invece… Se proprio volete provare le punte, usatele come un buon metodo per rendere più forte e flessibile il collo del piede attraverso esercizi mirati, ma alla fine non le userete (salvo eccezioni nella danza di ricerca o per qualche ruolo molto particolare!), e starete sicuramente più ‘comodi’ senza 🙂

 

 
 

(Articolo di Alessandra Bedin. Ti è piaciuto? Se sì, sicuramente vorrai conoscere gli altri 5 segreti per equipaggiarti nel tuo primo studio di punte, scoprili andando qui)

 

P.S. Clicca qui per scaricare un Minicorso dedicato alla Tecnica di Punte, in cui ti spiego come rinforzare i piedi molto prima di indossarle.

 

(Articolo di Alessandra Bedin. Ti è piaciuto? Mi piacerebbe offrirti un Report gratuito, che approfondisce ulteriormente questo argomento. Solo un paio di segreti descritti al suo interno possono darti grandi benefici già da questa settimana. Scaricalo ora, mentre è ancora disponibile, da questo link)

 


 

ENGLISH VERSION


Dancing on pointe requires you to rise up on your toes to perform the traditional steps of ballet. This technique requires to wear shoes which have hard toes and a stiff shank to provide the balance. This technique is exclusively intended for the ballerinas (despite the various exceptions and experimentalisms of recent times, such as the ones of Le Ballet de Lyon or Ballets Trockadero).


Pointe shoes demand great skill and strength in the feet and ankles. If a student dance on pointe before being physically ready, she is exposed to the risk of permanent injury.
The origin of the dance on pointe is commonly attributed to Marie Taglioni, who in 1832 danced La Sylphide in its entirety on pointe (although in reality their origin is lost in history). However, her movements were significantly different from those of ballet today, and consisted of relevés and balanced poses. Dance on pointe ended up being a prominent component of the dance stage, and a goal to which the majority of young aspiring dancers still aim to reach.

In 1920, Harriet Hosmer, a vaudeville dancer, wore pointe shoes fitted with steel shanks that allowed her to perform tap dance steps and to lean back in her dances. Her contribution has made it possible to adapt the pointe shoes to other forms of dance, including jazz, street dance, neo-classical and contemporary.

Ballet shoes have been specially designed to allow the foot to move freely, and are generally made of soft leather or canvas.
There are three different types of ballet shoes. The soft ones (demi pointe shoes), the demi pointe shoes and the pointe shoes. The
soft slipper have a soft upper and sole, so that there is not a large amount of stress on the feet of the students.
The demi pointe shoe is intended to progress towards the pointes. It has a hard sole, made of the same material but without the box in the toe.

This helps the transition from soft shoes to the pointes, which have the reinforced toe, a sort of box’ that surrounds the toes, and a more or less rigid sole or ‘shank’. The shank and the toe box are made with the same material, which reduces the risk of blisters, because of the combination of the components.
The outer sole can cover the entire length of the shoe if there is the need to support the arch of te foot, or can run only ¾ of the shoe to allow the dancer greater flexibility (and a better aesthetic in general, I would say ).
The pointe shoes are tied with ribbons and elastic around the ankles, attached to the sides of the shoes, the hem of fabric that goes around the edge of the shoes. Do not ever lace them up to the knee of course, because their purpose is to support the ankle while wrappig it while dancing. It is imperative that the pointe shoes are worn by a professionally working students, otherwise they may create discomfort and cause injuries.

I will explain in detail the requirements for wearing the pointe shoes (how to choose them among different models, how to sew them, how to use them safely and cope with the problems, preparatory exercises and much more!) in my dedicated ECourse that will be online soon, for all those who may be interested. If you want to know more or have questions, please post a comment below. For boys, however… If you really want to try the pointe shoes, use them as a good method to work a strong and flexible instep through targeted exercises, but in the end you won’t hopefully use them (with some exceptions in research dance or for some particular roles!), and you’ll be probably more comfortable’ without 🙂

(source: The Ballet Bible)

(Did you like this article? If so, for sure you will want to know the other 5 secrets to equip you with a solid foundation about the pointe shoes from this link)

 




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5 thoughts on “Danzare sulle Punte – Dancing on Pointe

    1. Vero Arianna, le punte hanno di per sé qualcosa di leggendario e un’attrattiva unica. Non finiscono mai di affascinare, ad ogni età! Tra l’altro, a breve dovrebbe (finalmente!) essere pronto il minicorso sulle punte che spedirò ai miei iscritti via email.. che più che un minicorso sembra una ‘mini-enciclopedia’ 😀 se può interessarti aggiungiti anche tu qui http://www.webdanceacademy.com e restiamo in contatto!

  1. Ciao cara Laura!

    Sto avendo qualche problema di connessione ultimamente, ma non sono rimasta inoperosa: dopo il minicorso sulle punte (5 minireport + bonus) in omaggio con il IV Corso Accademico, che comprende già esercizi, didattica e videotutorial sulle punte per il secondo anno di lavoro, ho proprio di recente ultimato i video per chi le inizia, e che corrisponderebbero al III Corso Accademico 🙂

    Tuttavia, non ho ancora trovato il tempo di tradurre tutto e di impostare una pagina web al riguardo, ma se sei proprio interessata vedremo di provvedere in anteprima, in caso fammi sapere 😉

    Sicuramente la condivisione di esperienze è sempre utilissima!! Un abbraccio e a presto (a fine luglio dovrei poter essere online più spesso),

    Alessandra

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