Cosa ti affligge maggiormente quando insegni? (Stiamo lavorando per te…) – What does afflict you more when you teach? (We’re working for you …)

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Una nostra cara lettrice ha sollevato alcune delle problematiche più comuni quando si insegna danza.

Cercheremo di dare una risposta e un supporto per vedere fiduciosamente un effettivo miglioramento in prospettiva.

Di seguito riporto le 5 domande del nostro sondaggio, e le sue risposte.

 

1. Qual è la problematica che ti affligge di più, nell’ambito della danza?

 

‘Con le mie allieve non riesco ad allenare la loro memoria, ovvero la lezione di danza fanno fatica a ricordarla. Questo problema lo ho soprattutto con i corsi più avanzati dove appunto la lezione non è più semplice e schematica, ma inizia ad essere più articolata’.

 

2. Se potessi risolvere tre problemi nella danza, quali sarebbero?

 

‘Uno dei problemi è quello che ho riportato come risposta nella domanda 1,

un altro problema è l’en dehors e l’impostazione del busto (le ragazze tendono a stare con la pancia e il sedere in fuori nonostante tutte le mie riprese), tensione delle braccia e spalle nell’eseguire esercizi un po’ più complessi di gambe’.

 

3. Perché le soluzioni che hai cercato finora non hanno funzionato come avresti voluto?

 

‘Non ho trovato soluzioni’.

 

4. Pensi che i miei Report possano rispondere a queste esigenze? Se no, perché?

 

‘Sì’.

 

5. Cosa vorresti leggere o fare sulla danza, se esistesse un supporto online che ti aiutasse?

 

‘Mi piacerebbe trovare degli esercizi (anche con supporto video) mirati al miglioramento del collo del piede, estensione e tenuta della gamba, esercizi mirati all’espressività del busto e delle braccia’.

 

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Painting by Lori Vafiades

 

Ecco le mie risposte   

 

1. A parte i corsi (o anche giochi) specifici per allenare la memoria, ti consiglio di far suddividere mentalmente per blocchi e sezioni gli esercizi e farli ripetere loro più volte finché non li hanno assimilati, uno per volta. Un overload di informazioni potrebbe portare solo caos e poi perdono il filo, perdendo anche la soddisfazione.

  Alla fine di ogni spiegazione potresti riassumere brevemente la sequenza associando concetti e idee diversi dalla ‘danza’, che possano conferirle ‘tridimensionalità’ e facilità di assimilazione. Puoi anche tentare un collegamento tra quello che hai intenzione di fare durante la lezione, quello che hai appena svolto e quello che succederà dopo, in modo che vedano più chiaramente l’esercizio in base al contesto.

Un’altra buona idea è responsabilizzarli: ognuno di loro impara un esercizio. ‘A’ impara i pliés, ‘B’ i tendus e così via, così tutti hanno la responsabilità di un esercizio (e tu te ne sgravi!), diventeranno più solidali e faranno a gara a chi li ricorderà meglio… Provare per credere:-). Puoi anche associare sequenze, passi ed esercizi a dei concetti,degli oggetti, degli animali, dei colori, del cibo… Tutto quello che la fantasia ti suggerisce, e che aiuterà gli allievi a ricordare immediatamente qualche passaggio. Chiama i passi con i loro nomi, o chiamali direttamente con un nome di fantasia: accenderai la loro attenzione e la loro memoria. Ovviamente però, accertati che alla fine ricordino il giusto vocabolario!

La regola aurea comunque è: ripetere, ripetere, ripetere. Solo così acquisiranno sicurezza e consolideranno tecnica e memoria insieme.

 

2. Per il problema di en dehors e postura, riferisciti al report gratuito che trovi scaricandolo da qui

 

Queste indicazioni, usate quotidianamente, potrebbero far miracoli in poco tempo.

 

 

Il problema della tensione sulla parte alta del busto è normale finché si aggiungono difficoltà alle gambe. Nondimeno, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza del corpo ‘per sezioni’ potrebbe aiutare. Ad esempio, potrebbe giovare loro confrontarsi con combinazioni di isolazioni jazz, con la sbarra a terra o con il pilates, per eseguire il quale (anche gli esercizi più ‘terra-terra’) c’è bisogno di concentrarsi su più aspetti insieme, per migliorare la coordinazione. Un altro bell’esercizio, rimanendo nella danza classica, rimane l’abbinamento degli épaulements ogniqualvolta puoi. Questo li farà lavorare sugli abbinamenti senza troppo sforzo, sollecitando il cervello oltre che il corpo nel concetto di coordinazione.

 

3 e 4. Se finora non hai trovato soluzioni, vediamo se riusciamo a trovarle noi qui 🙂

 

5. Ti passo (e la estendo a tutti) una chicca di esercizio, che sarà di preludio alla sequenza di studio sulle prime punte, che puoi sfruttare alla grande prima di ogni lezione e prenderà al massimo 2 o 3 minuti. Se poi ti interessa anche il resto (didattica di punte), sto preparando il nuovo report che sarà pronto a breve 🙂

 

Ovviamente, ci sono diversi altri esercizi che puoi fare, molti dei quali si trovano ancora nel pilates, nella danza moderna o sfruttando elementi come elastici, palline, scottex…

 

Per questo, ti rimando a un articolo dove presento il minicorso dedicato alle punte.

 

Invece, per l’estensione e la tenuta delle gambe (oltre che per i piedi), leggi qui (anche in quest’ambito sono sempre attiva per preparare supporti utili!)

 

Per rispondere alla tua domanda sull’espressività del busto e delle braccia, mi verrebbe subito di consigliarti un approfondimento del metodo francese, che è eccellente in questo senso. I port de bras abbinati all’épaulement e al busto sono quanto di più armonioso esista, soprattutto nei corsi avanzati. A questa pagina facebook si esplorano soluzioni alternative per rinforzare e ripulire i movimenti nella danza in tutte le maniere. Cerca i post in cui si usano le bande elastiche sulle braccia 😉

 

Spero che tu abbia trovato utili queste informazioni. Aspetto un tuo feedback!

E a te, cosa affligge maggiormente quando insegni? Soprattutto riguardo alla tecnica di punte. Per qualunque dubbio o chiarimento, parliamone qui sotto!

 

Un caro saluto!

 

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P.S. Clicca qui per scaricare un Minicorso dedicato alla Tecnica di Punte, in cui ti spiego come rinforzare i piedi molto prima di indossarle.

 

(Articolo di Alessandra Bedin. Ti è piaciuto? Mi piacerebbe offrirti un Report gratuito, che approfondisce ulteriormente questo argomento. Solo un paio di segreti descritti al suo interno possono darti grandi benefici già da questa settimana. Scaricalo ora, mentre è ancora disponibile, da questo link)

 

 

ENGLISH VERSION

 

 

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A dear reader has raised some of the most common problems when teaching dance. We will try to give an answer and hopefully help you to see a real improvement in perspective. I report the 5 questions in the following survey, and her answers.

 

 

1. Which is the problem that afflicts you more in dance?

 

‘My students can not train their memory, they struggle to remember the exercises in the dance class. I have this problem especially with the more advanced courses where the lesson is not anymore simple and easy to remember, but it starts to be more articulated’.

 

2. If I could solve three problems in dance, what would they be? ‘One of the problems is what I referred to as an answer in question 1, another problem is the en dehors and the position of the torso (the girls tend to stay with the belly out and exit their bottom); also, the tension in the arms and shoulders while performing exercises a bit more complex for the legs’.

 

3. Why the solutions that you have tried so far, have not worked out the way you expected? ‘I did not find any solutions’.

 

4. Do you think that my Reports would answer to your needs? If not, why?

 

‘Yes’.

 

 5. What would you like to read or do in dance, if there was an online support helping you with this?

 

‘I would like some exercises (with video support) aimed at improving instep, extension and tightness of the leg; then, targeted exercises aimed to the expressiveness of the torso and the arms’.

 

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Here are my answers.

 

 

1. Apart from specific memory training (courses, tricks, or games), you should mentally divide the sections of the exercises and have the students repeat them several times until they have assimilated well enough, one at a time. An overload of information could only bring chaos, then they would lose the thread and the satisfaction. At the end of each explanation, you can briefly summarize the sequence combining different concepts and ideas also from outside the ‘dance’ field, which may confer ‘three-dimensional’ and easily-assimilated learning. You can also try to add a connection between what you are going to do during the lesson, what you’ve just done and what will happen next, so they can see more clearly what your intentions are, depending on the context.

 

Another good idea is make them responsible of the sequences you teach: each one of them learns an exercise. ‘A’ learns the plies, ‘B’ the tendus and so on, so they all have the responsibility to remember one exercise (and you rest a bit!), They will become mutually more supportive and will compete to guess who will remember them best… Try it and you’ll see : -)

 

You can also associate sequences, steps and exercises to concepts, objects, animals, colors, food… All that the fantasy suggests you, and will help your students to immediately remember some passages. Call the steps with the students’ names, or directly with a fantasy name: you will stir their attention and their memory. Obviously, however, make sure that they remember the right ballet vocabulary!

 

The golden rule, however, is: repeat, repeat, repeat. Only in this way they will become more comfortable and consolidate technique and memory together.

 

 

2. As for the problem of en dehors and posture, please refer to the free report that you can find here

This information, daily put into practice, could make wonders in a short time.

 

The problem of tension on the upper part of the torso is normal as you add difficulties to the legs. Nevertheless, the acquisition of a greater awareness of the body ‘sections’ could help. For example, it may be helpful to deal with combos of jazz isolations, with the floor bar or with Pilates, which require to focus on more aspects together, and help to improve the coordination. Another good exercise, to stay in the ballet field, is the combination of the épaulements whenever you can. This will make them work on matching movements between legs and torso without too much effort, urging the brain more than the body in the concept of coordination.

 

 

3 and 4. If you can not find solutions, let’s see if we can find them here 🙂

 

5. I share with you (and extend it to the public!) a very useful exercise, which will be a prelude to the sequence of study of the ‘first pointework’ that you can benefit from before each lesson, it will only take up to 2 or 3 minutes. If you are also interested in the Didactics of the basic Pointework (Teaching Didactics and Tips), I am preparing the new report which will be ready soon 🙂

 

Obviously, there are many other exercises you can do, many of which are in the pilates, modern dance or simply by using items such as therabands, balls, paper towels…For this reason, I refer you to an article where I present the mini-course dedicated to the pointework. Instead, for the extension and thightness of the legs (as well as for walking), read here

 

To answer your question on the expressiveness of the torso and arms, I would immediately recommend you an deepening of the French method, which is excellent in this regard. Port de bras combined to épaulements and torso work are the most harmonious moments in dance, especially in advanced courses. 

In this facebook page alternative solutions are explored to reinforce and clean movements in dance in every possible way. Search for the posts where they teach you how to use the therabands for the arms 😉

 

 

I hope you have found this information useful. I am waiting for your feedback!

 

And as for you, what does afflict you more when you teach?

If you have any questions or concerns, let’s talk below!

 

Take care!

 

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(Article of Alessandra Bedin. Did you like it? I would love to offer you a free Report that furtherly deepens this topic. Only a couple of the secrets described inside of it can give you a great benefit in the very next week. Download it now for free, while it’s still available, from this link)




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6 thoughts on “Cosa ti affligge maggiormente quando insegni? (Stiamo lavorando per te…) – What does afflict you more when you teach? (We’re working for you …)

  1. che bello vedere che c’è gente che si prodiga tanto per dare consigli e migliorare l’attività degli insegnanti… la versione inglese poi è geniale! brava Alessandra!

    1. Grazie mille! Il mio è solo un tentativo di ‘servire’ oltre i confini fisici, e di mettere a disposizione la mia esperienza condividendola con le vostre. Per me è un onore! Non pretendo di avere il vangelo della danza in tasca, ma faccio del mio meglio per semplificare la vita ai miei colleghi 😉 anche a quelli all’estero, visto che la richiesta è enorme!!

  2. p.s. anche se le problematiche sono tante… che non riguardano solo la tecnica o lo svolgimento della lezione di danza. Tante insegnanti devono affrontare ancora oggi problemi legati alla sfera economica. La gestione dell’infrastruttura ha dei costi sempre più alti, bollette e tasse sono triplicate, la crisi economica spinge gli allievi a rinunciare o a dover lavorare per pagarsi gli studi, io come insegnante metto a disposizione diverse borse di studio per gli allievi più meritevoli e a quel punto diventa però per me difficile sostenere le spese. Lo stato, le istituzioni, il comune non incentivano e non riconoscono la nostra attività come una disciplina culturale e formativa. Credo che questo sia l’aspetto da tenere più in considerazione, oggi, in Italia (perchè in qualsiasi altro Paese è tutto diverso), per quanto riguarda il mondo della danza.

    1. Assolutamente centrata come osservazione. Purtroppo è vero, le prospettive dell’artista ‘formatore’ soffrono della crisi che colpisce ogni settore, e le conseguenze sono sotto i nostri occhi quotidianamente.

      E’ proprio per questo che utilizzo il web come strumento per raggiungere chi è lontano, condivido la mia esperienza in modo sostenibile, per aiutare gli insegnanti e gli allievi dove siano necessari dei ‘tagli’, ma dove si vogliano comunque raggiungere degli obiettivi.

      Non per ultimo, ti dirò, se anche tu volessi proporre la tua esperienza nel web come faccio io, ho anche la strategia migliore per guidarti a farlo e quindi ad ‘arrotondare’. E non entreremmo comunque mai in competizione, perché siamo tutti unici. Anzi, tu puoi aiutare me come io posso aiutare te 🙂

      A presto, grazie del tuo commento e scrivimi ancora!

      Alessandra

  3. Alessandra, grazie per tutti i consigli che ci dai…
    non vedo l’ora di mettere in atto tute le cose che mi ha detto e i report che ho acquistato!!!
    ci sentiamo presto e ti farò sapere come proseguono le mie lezioni seguendo i tuoi consigli! un bacio

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