Lettera a una classe di danzatori – Letter to a class of dancers

 

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Maria, la madre di Gesù, fu trovata umile e ricevette l’onore di partorire il Figlio di Dio. Ma in ebraico ‘umile’ significa soltanto ‘essere vuoto’. Solo chi è vuoto può essere riempito e ricevere le cose di Dio.

Umiltà è avere la fame giusta x essere riempiti di Dio, come successe a Maria e come suggerisce in un noto video Steve Jobs (‘siate affamati, siate folli’).

Abbiamo noi questo tipo di condizione e di fame? O siamo pieni di noi stessi, vittime finanche dell’inganno di conseguire una carriera artistica in seno alla chiesa stessa?  Abbiamo scambiato l’umiltà vera con un concetto distorto di umiltà? Essa ha molteplici sfaccettature, che si scoprono man mano e devono realizzarsi in ogni area della vita per liberarci dall’ego che ci intossica e opprime la vera libertà che potremmo invece esprimere.

L’artista, in particolare il danzatore, sperimenta una certa difficoltà nel rapportarsi con l’umiltà, ma deve sapere che beneficia invece di grandi vantaggi nel mettere da parte il proprio ego durante la sua performance per far risaltare Dio attraverso di sé.

I Suoi piani non sono i nostri, la nostra mente deve essere controllata dallo spirito per favorire il frutto dello Spirito e impattare il mondo, e per scrivere la storia con l’arte di DIO in noi.

Non io, ma Cristo in me, che cresca Lui e io diminuisca.

Non il mio piano, ma il piano di DIO in me attraverso di me.

——

Il successo vero non è quello che il mondo secolare definisce come tale.

Avere successo significa in realtà raggiungere uno dopo l’altro gli obiettivi che Dio ha per noi, qualunque essi siano, a qualunque costo.

Il peccato è per definizione il mancato raggiungimento di questi giusti obiettivi: riuscite a capire come si inquadra lo stile di vita di un uomo, di una donna di Dio, prima ancora di parlare di artisti?

Iniziamo a vederci come uomini e donne di Dio ancor prima di vederci come performer, a ricercare la nostra identità in Lui, a lasciargli i nostri pesi, a cercare guarigione interiore in Lui. Non cerchiamo identità fasulle, guarigioni a metà o specchietti per allodole. Noi siamo importanti perché siamo grandemente amati.

Non siamo importanti perché amiamo, ma perché siamo amati, e non possiamo aggiungere nulla a questa perfezione divina.

Siamo dunque felici per le cose giuste! Cerchiamo la serenità e la pace che non hanno prezzo, lasciamo che Dio faccia l’opera in noi e mettiamoci da parte x vedere la Sua gloria.

Lui non ci forzerà, ma prendiamo consapevolezza di essere un popolo scelto, un regale sacerdozio con il privilegio di servirLo e scrivere le pagine della storia.

Non pensiamo all’arte da imparare o al nostro futuro (vedi Vangelo di Matteo cap. 7), concentriamoci piuttosto sul curare un rapporto con Dio costante e nutrito per non diventare ‘rachitici spirituali’.

Senza Gesù infatti non possiamo fare nulla.

Arriviamo al punto in cui il fatto di danzare o meno non ci cambierà la vita, poiché avremo deposto il nostro dono ai Suoi piedi.

Solo allora saremo liberi davvero, grati davvero, coraggiosi di predicare il Vangelo con la franchezza dei primi apostoli, senza falsa umiltà, bassa autostima, vergogna… ed essendo consapevoli di appartenere e servire l’Eterno.

Noi come docenti facciamo del nostro meglio, percorriamo la via con voi giovani artisti, affiancandovi e aiutandovi, ma il vero Artista è il Dio che ci ha creati, e che anche se fossimo stati l’unico uomo o donna mai esistiti sulla faccia della terra, avrebbe comunque mandato Gesù a morire in croce per ciascuno di noi, tale è il suo folle amore nei nostri riguardi.

Non seguiamo le nostre vie, i nostri piani, ma rilassiamoci nelle braccia di Dio e permettiamoGli di fare il Suo mestiere nelle nostre vite!

Ecco, la nostra motivazione dev’essere purificata, mentre noi dobbiamo acquisire la certezza che comunque vada, siamo nelle mani di Dio e strumenti della Sua Gloria, per avanzare il Suo Regno. Mettiamogli a disposizione il talento che ci ha dato, e con determinazione divina, non carnale, ricercando la pace e il perdono. Verso noi stessi, gli altri, i docenti, chiunque, e sempre, 70 volte 7, come decisione e stile di vita di base, per permettere a Dio di guarirci dentro e adempiere al mandato di Isaia 61

Isaia 61

La salvezza proclamata

1 Lo Spirito del Signore, di DIO, è su di me,
perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,
per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi,
l’apertura del carcere ai prigionieri,
2 per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE,
il giorno di vendetta del nostro Dio;
per consolare tutti quelli che sono afflitti;
3 per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere,
olio di gioia invece di dolore,

il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto,
affinché siano chiamati querce di giustizia,
la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.

4 Essi ricostruiranno sulle antiche rovine,
rialzeranno i luoghi desolati nel passato,
rinnoveranno le città devastate,
i luoghi desolati delle trascorse generazioni.

 

Ricordiamoci: ‘Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me’. (Gal. 2:20)

 

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Non è la mia tecnica, il mio fascino, la mia femminilità o virilità. Non è un talent show o un’audizione. Non è il compiacere un coreografo. È Dio a dover essere al centro del nostro focus: in Lui si compie ogni cosa, è l’alfa e l’omega, l’arte gravita attorno a Lui per poter essere un’arma efficace, per ricevere la Sua unzione e benedizione.

È la Sua opinione quella che conta, non quella di un uomo. Sono le cose che portano frutto eterno che ci interessano, e voi avete il privilegio di essere scelti per questo, se no tanto valeva fare qualsiasi altra buona altra accademia… è questo che ci differenzia. È il vostro cuore rinnovato che cambia ogni cosa intorno a voi.

È Gesù in noi che fa la differenza.

Comprendiamo che siamo strumenti della Sua gloria, e non della nostra.

 

Quando Mosè compì 80 anni e arrivò al punto in cui non gliene importava più nulla, non gli rimaneva più nulla da perdere e non voleva nemmeno più servire Dio, ecco che proprio allora Dio lo chiama a servirLo! Così dobbiamo essere noi, abbastanza vuoti affinché Lui possa usarci… Più lo siamo meglio è, allora non sapremo contenere o quantificare la reale soddisfazione che solo Lui può darci.

Io voglio vedere una trasformazione in voi, che permetta a Dio di trasformare altri e contagiarli della Sua presenza, guarigione ed eternità. Se questo non avviene, ancora non vuol però dire che io abbia fallito, poiché ho fede per credere che quanto seminato prima o poi frutterà: la parola di Dio è come un seme. Deve solo morire per poter portare frutto. Se il nostro ego non muore, non porteremo il frutto che Dio si aspetta.

E guardate bene, lucifero è caduto per egoismo ed orgoglio, gli stessi motivi per cui il mondo va a rotoli anche oggi. Noi non abbiamo armi carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, e questo vale per la vita, per ogni cosa: usiamole.

 

Alessandra Bedin

 

 

Per essere informato sul Corso Online sulla Danza Cristiana e per ricevere le novità sull’argomento, scrivimi un’email a webdanceacademy@gmail.com con oggetto: ‘DANZA CRISTIANA’ e ti inserirò nella newsletter dedicata all’argomento. Riceverai aggiornamenti a breve!

Per poter ricevere il libro ‘Danza, il Proposito Santo di Dio’ che ho tradotto, segui le istruzioni a questa pagina.

 

 

Ecco un esempio di quanto la Danza possa essere Terapeutica, riuscendo a colmare un limite umano e potenziandone il messaggio.

This girl is deaf but still can dance by hearing and moving according to the vibrations in music. She overcame her limit through what I would suggest being an authentical Dance-Therapy.

 

IN ENGLISH

 

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Mary, the mother of Jesus, was found humble and received the honor of giving birth to the Son of God. But in Hebrew ‘humble’ means only ‘to be empty’. Only whoever is empty can be filled, and receive the things of God.

Humility means to have the right hunger in order to be filled by God, as it happened to Mary and as suggested in a famous video of Steve Jobs (”stay hungry, stay foolish’).

The question is: have we reached this condition, this hunger? Or we boast of ourselves, even to the point of becoming victims of the possibility of a career within the church itself? Did we exchange the true humility with a distorted concept of it? Humility has many facets, which are to be discovered gradually and must take place in every area of life to free us from the ego that intoxicates us, chocking the true freedom that otherwise we could express.

The artist, in particular the dancer, experiences some difficulty in dealing with the humility, but shall know that he or she can benefit of great advantages in putting aside the ego during the performance, to exhalt God through oneself.

His plans are not ours, the mind has to be controlled by the spirit in order to create the fruit of the spirit and to impact the world, and to write the history with God’s artwork in us.

Not I, but Christ in me, that He may grow while I decrease.

Not my plan, but the plan of God in me, through me.

 

——

The true success is not what the secular world defines it as such.

Being successful actually means reaching one after the other the goals that God has set for us, whatever they are, no matter the cost.

Sin is by definition a failure to achieve these divine goals: can you understand what should be the lifestyle of a man and a woman of God, before we talk about artists?

Let’s begin to see ourselves as men and women of God even before we may see us as performers, to seek our identity in Him, to leave Him our burdens, to seek inner healing in Him. We do not seek false identities, half-healings or mirrors for larks. We are important because we are greatly loved.

We are not important because we love, but because we are loved, and we can not add a thing to this divine perfection.

Therefore, let’s be happy for the right things! Let’s seek the serenity and priceless peace, let God do the Work in us and let us step aside in order to see His glory.

He does not force us, but let’s become aware of being a chosen people, a royal priesthood, with the privilege of serving Him and write the pages of history.

Let us not think about the art to learn or to our future (matthew 7), let’s focus on having a constant and nurtured relationship with God, not to become ‘spiritual rachitics’.

Without Jesus we can do nothing.

Let’s reach the place where the fact of making or not making art won’t change our lives, in the moment when we’ll be able to lay our gift to His feet.

Only then will we be truly free, truly grateful, we’ll be brave enough to preach the gospel with the frankness of the first apostles, without false humility, low self-esteem, shame… and with the awareness of belonging and serve the Lord.

We as teachers, do our best, we walk the same road beside you, young artists, helping in whatever is needed, but the true artist is the God who created us all, and that even if you had been the only man or woman ever existed on the face of the earth , He would have sent Jesus to die anyway on the cross for each of us, such is his mad love toward us.

Let’s not follow our ways, our plans, but let’s relax in the arms of God, allowing His job to be accomplished in our lives!

Now our motivation has to be purified, while we must get the certainty that whatever happens, we are in God’s hands and are instruments of His glory, to advance His kingdom. Giving Him back the God-given talent, with divine and not carnal determination, seeking peace and forgiveness. To ourselves, the others, the teachers, anyone, and always, 70 times 7, as a decision and constant lifestyle, to allow God to heal us inside and fulfill the mandate of

 

Isaiah 61

The spirit of the Lord is on me, because I am marked out by him to give good news to the poor; he has sent me to make the broken-hearted well, to say that the prisoners will be made free, and that those in chains will see the light again;

To give knowledge that the year of the Lord’s good pleasure has come, and the day of punishment from our God; to give comfort to all who are sad;

To give them a fair head-dress in place of dust, the oil of joy in place of the clothing of grief, praise in place of sorrow; so that they may be named trees of righteousness, the planting of the Lord, and so that he may have glory.

And they will be building again the old broken walls, and will make new the old waste places, and will put up again the towns which have been waste for long generations.

 

Remember: Gal. 2:20 ‘no longer I, but Christ is living in me’

 

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It is not my technique, my charm, my femininity or masculinity. It is not a talent-show or an audition. It is not either about pleasing a choreographer. It is God that must be at the center of our focus: in Him all the things get accomplished, He is the alpha and the omega, the art revolves around Him in order to be an effective weapon, to receive His blessing and anointing.

It’s His opinion that counts, not that of a man. The things that bring eternal fruit are the ones who interest us, and we have the privilege to be chosen for this, otherwise we might as well have attended any other dance academy… this is what differentiates us. it is your renewed heart that changes everything around you.

It is Jesus in us that makes the difference.

Let’s understand that we are instruments of His glory, and not of ours.

 

When Moses had accomplished 80 years, he reached the point where he did not care anymore anything about serving God. Moses hadn’t anything left to lose and didn’t even want to serve God anymore: it’s just then that God called him to the ministry! we will have to be empty enough so that He can use us… The more we are empty, the better it is, then we won’t be able to contain or quantify the real satisfaction that only He can give us.

I want to see a change in you, that same transformation that will allow God to transform and impact others of His presence, his healing and his eternity. If this is not done, it doesn’t mean that I have failed because I have faith to believe that sooner or later what I have seeded/sown will bloom: the word of God is like a seed. It just has to die in order to bear fruit. If our ego does not die, we won’t bring the fruit that God expects.

And watch, lucifer fell for selfishness and pride, the same reasons why the world is falling apart today. We have no carnal weapons, but they are mighty through God to pull down the strongholds: let’s use them. 

 

 

(Article of Alessandra Bedin, extract from the ‘Treaty on the Ballet from a Christian Perspective ‘. Did you like it? To be updated when the Treaty is ready, please contact me privately and you will know about its launch. I would love to offer you a free Report that will help you in the technical side of dance. Only a couple of the secrets described inside of it can give you a great benefit in the very next week. Download it now for free, while it’s still available, from this link)




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