Prove di Resistenza e Indicatori per Iniziare sulle Punte – Strength Tests/Requirements for Pointe Work

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Qualcuno vuole condividere alcune delle prove di forza che utilizzano o hanno sviluppato personalmente per stabilire se una ragazzina di età adeguata (11/12 anni) sia quasi pronta per il lavoro delle punte? Intendo corsetto muscolare, tecnica e polpacci, escludendo una discussione sul requisito minimo della forma del piede e sulle cartilagini della crescita (che già conosciamo).

Vorrei redigere un elenco di test di resistenza da valutare negli anni ed altri elementi che le allieve dovrebbero sostenere per andare sulle punte: il vantaggio sta anche nel fatto che i genitori possano capire chiaramente quali siano i motivi per cui la loro figlia non danza sulle punte ed ha quindi necessità di correggere o rafforzare un certo aspetto del suo lavoro o del suo corpo. Qualcosa di universale da condividere: un certo numero di relevé senza stancarsi, tenersi in equilibrio su una gamba saldamente in en dehors sulla mezzapunta, esercizi mirati… Se qualcuno di voi ha una lista di criteri per stabilire una base di partenza per le punte, vi chiedo gentilmente di condividerla nei commenti.

 

Come valuti se una ballerina è pronta per le punte?

 

Alcuni parametri secondo me potrebbero essere:

  • Allineamento
  • Forza (muscoli, reattività e spinta)
  • Rotazione
  • Equilibrio
  • Condizioni del piede (anatomia e requisiti)
  • Condizioni per cui la ballerina potrebbe essere a rischio sulle punte

 

Anche se insegno ad alcuni adulti e ragazzi che hanno dei piedi straordinari, gli infortuni aumentano notevolmente quando iniziano il lavoro sulle punte dopo la pubertà, e altrettanto se queste vengono introdotte in un’età troppo giovane.

Il periodo ottimale per iniziare le punte ‘a tempo pieno’ è la prepubertà, anticipando la pubertà di un anno o due. Il processo di ossificazione qui ha raggiunto il punto in cui si ha sufficiente massa ossea nei piedi e nelle caviglie per sostenere il corpo, ma non tanto da impedire alle ossa dei piedi di conformarsi alle punte senza danni.

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Ecco come procedo io.

 

  • In primo luogo, l’esercizio dovrebbe essere LENTO. Dovrebbe lasciare il tempo di sentire davvero il lavoro attraverso i piedi. Faccio in modo che tengano un tendu, una posizione sur-le-cou-de-pied o un retiré, dove possono fermarsi un attimo a cogliere la giusta sensazione. Una volta che avranno compreso la sensazione, posso accelerare.
  • In secondo luogo, le sequenze dovrebbero essere SEMPLICI. Più devono pensarci, meno riusciranno a concentrarsi sui loro piedi.

 

Combinazioni lente e semplici consentiranno loro di focalizzare sul come usare correttamente i loro piedi. Inoltre, impostare una sbarra è utile per consentire agli studenti di costruirsi la forza e perfezionarsi secondo correzioni specifiche, dato che costruisce memoria muscolare. Dopo aver eseguito quella sbarra per un po’, le allieve non dovranno preoccuparsi più di tanto di ricordarne le sequenze. (Ma è anche importante lavorare sul fatto di saper cogliere nuove sequenze al volo, quindi non manterrei la sbarra ‘fissa’ per troppo tempo senza inserire nuovi elementi, alternarli o mescolarli. O al limite imposto solo alcuni esercizi specifici).

 

  • Ti consiglierei anche di iniziare ogni lezione con un esercizio o due concentrati in particolare sul riscaldamento dei piedi prima dei tendus (es: forzare l’arco, articolare il metatarso, saltellare sul posto, usare la banda elastica, etc.).

 

Inizia ogni classe con un semplice esercizio seduto sul pavimento con le gambe stese davanti, poi stendi e fletti entrambi i piedi a ritmo. Comincia con 8 conteggi a piedi stesi, poi 8 conteggi in flex (in musica), poi 4 conteggi, poi 2, poi 1, e in séguito alternando destra e sinistra. Questo sistema funziona perché gli studenti ricevono una sensazione corretta riguardo all’estensione e alla flessione, inoltre si traduce bene durante gli esercizi in piedi, poiché essi hanno già familiarità con il modo di stenderli e fletterli. Ogni tanto, passo da ogni studente e manipolo i loro piedi fino al punto massimo di estensione e flessione.

 

  • Accertati di costruire una sbarra dove ci siano tutte le opportunità per sperimentare il tendu jeté dalla mezzapunta alla punta (questo aiuta anche con una definizione maggiore della linea della gamba che si allunga stendendo il piede). Imparare a sfruttare e muovere il piede in questo modo è estremamente vantaggioso. Enfatizza anche come utilizzare i piedi al centro: quando si spinge consapevolmente la parte posteriore del piede da terra durante una qualsiasi combinazione (salti, piqués, ecc.), si rafforzeranno i loro piedi e le dita grazie alla spinta cosciente studiata in precedenza. Vale la pena di concentrarsi anche su di questo alla sbarra.

Inoltre, puoi rinforzarli con stretching mirati e attivi (vedi la risorsa a questo link)

 

Clicca qui per vedere una breve serie di esercizi efficacissimi per il tuo riscaldamento

 

  • Ricordo che le immagini aiutano sempre. Quando fai uscire il piede distante dal corpo in un movimento della gamba come il tendu, spingi il piede verso il basso e allarga un po’ le dita. Poi fingi di raccogliere le frange di un tappeto con le dita dei piedi mentre la gamba si estende in qualunque direzione e mantienile saldamente tenendo la gamba e il piede completamente distesi. Per ritornare in posizione chiusa (I^, V^, VI^), lascia le frange dalle dita dei piedi e rimetti il piede in posizione neutrale. Ciò creerà un movimento articolato nei piedi.

Poi, invece di pensare di puntare il piede spingendo dall’alto verso il basso, prova a pensare alle dita e al tallone che si incontrano da sotto il piede. Ci vuole molto tempo per ottenere che i piedi si stendano automaticamente. Tieni a mente che ogni movimento delle gambe (battement jeté, rond de jambe, grand battement) contiene in sé tutti i movimenti di battement tendu. Devono passare attraverso quella posizione ogni volta.

 

  • È importante ricordare agli studenti che i piedi e le mani sono le estensioni del corpo e del movimento. Mi è stato insegnato a immaginare che le mie estensioni vadano oltre i limiti fisici dei miei arti – ma attenzione… questo deve avvenire in un corretto allineamento con il resto del corpo!

 

  • I più piccoli possono fingere che la gamba sia una matita gigante e che il tendu possa girare in dentro e in fuori… girare mentre scrive o disegna, usando un piede come se fosse un’intera lunga matita.

 

  • A seconda della loro età ho studenti che indossano le ‘false punte per la classe di tecnica anche se solo alla sbarra per iniziare. Devono davvero spingere contro il pavimento con una maggiore resistenza mantenendo attiva e costante la loro rotazione dalle anche.

 

  • Possiamo anche incoraggiare gli allievi a valorizzare i piedi insegnando loro a massaggiarli prima della lezione e di nuovo al termine, in spogliatoio.

 

  • Inoltre, usiamo gli specchi per sottolineare le differenze tra una buona e una scorretta posizione piede in quasi qualsiasi esercizio (compresi i salti)!

Scarica adesso un report gratuito sulle 10 domande più frequenti sulle punte da questo link

 

Se vuoi approfondire e scaricare due programmi di base sulla didattica di punte completi, clicca qui

 

 

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P.S. Clicca qui per scaricare un Minicorso dedicato alla Tecnica di Punte, in cui ti spiego come rinforzare i piedi molto prima di indossarle.

P.S.2… Seguici sulla pagina Facebook Web Dance Academy!

 

(Articolo di Alessandra Bedin. Ti è piaciuto? Mi piacerebbe offrirti un Report gratuito, che approfondisce ulteriormente questo argomento. Solo un paio di segreti descritti al suo interno possono darti grandi benefici già da questa settimana. Scaricalo ora, mentre è ancora disponibile, da questo link)

 

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ENGLISH VERSION

 
Is anyone willing to share some of the strength tests they adopt to establish if a child aged about eleven/twelve is ready to start pointe work? I mean core strength, technique and calves, excluding a discussion on the foot shape minimal requirement, growth plates fused etc, as we already know them.

I’d like to write down a list of strength tests we’ve been using through the years and other criteria that children should pass to go on pointe. The benefit includes the parents who can also see and understand clearly the reasons why their child is not going on pointe, as she fails certain elements and needs to adjust or strengthen some aspects of her work. Something universal to share: a certain amount of relevés without tiring, balances on demipointe while holding the turnout in the supporting leg etc. If anyone has a list of criteria and tests you use to establish a foundation for pointe shoes, I’d ask you to kindly share it in the comment section.

 

How do you rate if a dancer is ready for pointe shoes?

Some parameters in my opinion could be:

 

Alignment
Strength (muscles, responsiveness and boost)
Rotation
• Balance
Feet situation (anatomy and requirements)
• Circumstances where the dancer could be at risk on pointe

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Although I teach some adults and children who have outstanding feet, injuries greatly increase when they start working on pointe after the puberty, and also if they are introduced to this technique at a too young age.

The optimal time to start the pointe work ‘full-time’ is the prepuberty, anticipating the puberty of a year or two. The ossification process here has reached the point where they should have enough bone in the feet and ankles to support the body, but not enough to prevent the bones of the feet to conform to the pointe shoes without damage.

 

Here is how I proceed.
– First, the exercise should be SLOW. It should allow time to really feel the work through the feet. I make sure that the students hold a tendu, a position-sur-le cou-de-pied or retiré, where they can stop for a moment to capture the right feel.

Once they understand the feeling, I can accelerate.

– Secondly, the sequences should be SIMPLE. The more they have to think about them, the less they will be able to focus on their feet.

 

 

Slow and simple combinations allow them to focus on how to properly use their feet. Also, presetting a barre is useful to enable students to build strength and improve their technique according to specific corrections, as it builds muscle memory. After having run that barre for a while, the students will not have to worry too much about remembering the sequences. (But it is also important to work on the fact of being able to quickly catch new sequences, so I wouldn’t keep the barre for too long without inserting, alternate or mix new elements. Or at least I set only some specific exercises for pointe work purposes).

 

  • Start each lesson with an exercise or two focused in particular on the warmup of the feet before tendus (eg. forcing the arch, articulating the metatarsal joint, hopping on the spot, using the theraband, etc.) is highly recommended.

 

  • I open each class with a simple exercise sitting on the floor with legs stretched out in front; then I stretch and flex both feet to the beat. You might begin with 8 counts with pointed feet, then 8 counts in flex (in music), then 4 counts, then 2, then 1, and afterwards alternating left and right. This system works because students receive a proper feel about the extension and flexion. Also, it translates well during the standing exercises, since the students are already familiar with how to pointe and flex. I often step by each student and handle their feet to the point of maximum extension and flexion.

 

  • Make sure you build a barre where there are all opportunities to experience the tendu jeté from the half-pointe to the full pointe (this also helps with more definition of the line of the leg that elongates while pointing the foot). Move the foot in this way and learning to take advantage of it and is extremely beneficial. It also emphasizes how to use the feet at the center: when the students consciously push the back of the foot from the ground during any combination (jumps, piqués, etc.), they will strengthen their feet and fingers, thanks to the conscious boost previously studied. It is worthwhile to focus on this too at the barre. In addition, you can get them to strengthen their feet with targeted and active stretches (see the resource at this link).

 

 

Click here to view a short series of highly effective exercises for your warmup

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  • It is a good thing to remember that images always help. When you get the foot out and separate it from the body in a movement of the leg as the tendu, push the foot downwards and widen a bit the fingers. Then pretend to collect the fringes of a carpet with the toes as the leg extends in the directions, and keep them firmly, holding the leg and the foot fully extended. To return to the closed position (1st, 5th, 6th), leave the fringes from the toes and place the foot in a neutral position. This will create an articulated movement in the feet.

 

  • Then, instead of thinking of pointing the foot pushing from the top down, try to think of the fingers and the heel that encounter from under foot. It takes a long time to get the feet stretch out automatically. Keep in mind that every movement of the legs (battement jeté, rond de jambe, grand battement) contains within itself all the movements of a battement tendu. They have to go through that position every time.

 

  • It is important to remind the students that feet and hands are extensions of body and of the movement. I was taught to imagine that my extensions shall go beyond the physical limits of my limbs – but beware … this has to happen in proper alignment with the rest of the body!

 

  • The little ones can pretend that their leg is a giant pencil, and that the tendu can turn in and turn out… while writing or drawing, by using one foot as if it were an entire long pencil.

 

  • Depending on their age, I have students who wear ‘de-shank’ pointe shoes for the class technique, even if only at the barre to start. They must really push against the floor with greater resistance keeping active and constant rotation from the hips.

 

  • We can also encourage students to value their feet, teaching them to massage them before class and again at the end, in the dressing room.

 

  • In addition, we use mirrors to point out the differences between a good and a wrong foot position in almost every exercise (including jumps)!

 

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PS… Follow us on the Facebook page Web Dance Academy!
(Article by Alessandra Bedin. Did you like it? I’d like to offer you a free report, which explores this topic further. Just a couple of secrets described within it can give you great benefits already from this week. Get it now, while it’s still available, from this link)





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14 thoughts on “Prove di Resistenza e Indicatori per Iniziare sulle Punte – Strength Tests/Requirements for Pointe Work

  1. Cara Alessandra, quest’anno la classe di danza di mia figlia Beatrice ha iniziato a mettere le punte fanno dalle 3 alle 4 lezioni la settimana e mettono le punte solo al giovedi gli ultimi 15 minuti.
    L’insegnante di mia figlia sapeva bene che io non volevo che iniziasse a mettere le punte così presto (non so se ricordi porta i plantari per un ginocchio valgo ed i piedi piatti) ed anche se la una FORTE flessibilità (da inesperta quale sono ) il suo bellissimo collo del piede non è per ora un vanto ma secondo me un difetto perchè non è abbastanza forte. Essere flessibile senza avere la giusta forza è forse più pericoloso che non avere flessibilità. Avrei voluto che l’insegnante di danza di mia figlia la proteggesse piuttosto che rischiare un infortunio o peggio ancora una deformità. Detto questo tutte le sue compagne iniziano le lezioni di punta e poche settimana fa, appunto l’insegnante mi ferma e mi dice: Signora ho provato le scarpette di una bambina a sua figlia, ha un piede meraviglioso, se lei si fida di me io farei iniziare Beatrice a mettere le punte, si tratta di pochi minuti, una volta la settimana e nel suo caso sempre attaccata alla sbarra. Intanto mia figlia mi guardava (io al contrario le avevo parlato e confortata che un giorno forse tra un anno le avrebbe messe proprio perchè ha un bel piede questo andava protetto perchè per lei bambina DOTATA trucchi da mamma” era troppo presto) ma alla fine sono stata sconfitta le ho permesso di prendere la scarpe e sono già 2 giovedi che ci fa lezione. Sono contenta ? no ! che fretta c’è per mia figlia questo è solo un danno e solo il tempo mi darà ragione ? che ne pensi è un’insegnante famosa qui a PD Gabriella furlan malvezzi MA IO SONO DELUSA

  2. Carissima,

    il mio pensiero non va tanto ai 15 minuti a settimana per pochi esercizi a due mani alla sbarra, ma ad altri aspetti, ad esempio… Che necessita c’è di far fare 3-4 lezioni a settimana a bambine di 10 anni? Un paio di volte va benone se si lavora seriamente, e per le punte non solo non c’è fretta, ma ci sono tante belle cose da fare con ragazzine di quell’età, magari proprio in vista delle punte, e giustamente evitando di metterle in punta a tutti i costi.
    Bisognerebbe considerare l’intera situazione: sicuramente la sua insegnante avrà passione, competenza e molto entusiasmo, e spero abbia calcolato le questioni fisiche di Beatrice. Un elemento così fa gola e induce in tentazione – per così dire – ma proprio chi potrebbe avere un futuro nella danza dovrebbe avere più pazienza e non ‘buttarsi’ in tecniche pericolose per l’età. Ora Beatrice non può comprendere appieno tutte le motivazioni dietro la prudenza, e chiaramente non vede l’ora di mettersi in punta.

    Le ‘prime punte’ io le ho messe forse un paio di volte a 9 anni, ma poi ho ricominciato solo a 11 anni suonati, e non facevo mai danza più di tre volte a settimana. Dai dodici anni si può aumentare sia il monte ore che lo sforzo, nonché aggiungere altre tecniche senza problemi.

    Io andrei dallo specialista che ha seguito Beatrice a farmi consigliare, ed eventualmente guidare verso una soluzione che protegga Beatrice, prima di ogni altra cosa.

  3. Grazie Alessandra, a febbraio vedrò lo specialista ed infatti conto i giorni per discutere con lui di questo problema.
    Sei sempre un grande punto di riferimento ed aiuto ti farò sapere cosa mi dirà, a presto.

    1. È un piacere fare qualcosa di utile, potendo. Sono proprio curiosa di sapere gli sviluppi, tenetemi aggiornata! Nel frattempo, buone feste e un ottimo inizio per l’anno nuovo a voi tutti!

  4. Buongiorno Alessandra, lo specialista non mi ha aiutato molto 🙁 il controllo è andato bene, le sue parole sono state: il ginocchio è migliorato e stare in punta e fare danza sicuramente aiutano, togliamo pure i plantari non servono più o addirittura potrebbero farle male. Ho insistito per le scarpette con le punte ma ha continuato che non ci sono vere controindicazioni anche se resta una iperlassità dei tendini generalizzata, ginocchia ecc…ecco perchè fa spaccate senza fatica ed ha un bel collo del piede.. Mia figlia era felicissima e non vedeva l’ora di dirlo all’insegnate di danza ( siamo appena a marzo) Giovedi è tornata dalla lezione di danza con il dito pollice che sanguinava, non ne voglio fare certo un dramma ma appena saputo che il medico non le aveva negato il permesso è passata da 15-20 minuti alla sbarra a 15 minuti alla sbarra e 30 senza appoggio. Le ho fatto molto domande ma come, perchè, cosa ti fa fare ed altre e così ho scoperto che era già da un pò che la faceva fare passi senza sbarra in sala ma che lei sente di non avere equilibrio. mmmmmmmm che noia, a me tutto questo non piace per niente comunque intanto le si è spezzata un’unghia e per quasi tutta la linea del dito si è alzata, adesso sta molto meglio ma dubito che giovedi possa rimettere tranquillamente le scarpette. Credo possa si ma per poco tempo, so che presto devo affrontarla e farle un discorsetto ma il problema è serio ed adesso ti spiego perchè. Stanno preparando una coreografia per giugno sulle punte e quindi se io per il bene di mia figlia non le permetto di mettere le punte lei non potrà partecipare alla coreografia 🙁 che fare? cosa dire senza offendere nessuno ma facendo valere le mie ragioni? Scusa se ti disturbo ancora con i miei problemi ma ho capito che questa scuola di danza non si preoccupa tanto di mia figlia quindi devo farlo io.

  5. Riprendo le parole dello specialista: ‘stare in punta e fare danza sicuramente aiutano’.

    Io direi: ‘fare danza’ in modo professionale con le giuste sensazioni aiuta, così come aiutano la ginnastica posturale, la sbarra a terra,il pilates eccetera. Stare in punta non vedo dove aiuterebbe, è una tecnica che si può svolgere solo se si è forti abbastanza, e no di certo così da piccoli, se non vogliamo rischiare danni. Per le punte non c’è mai fretta, e in alcuni casi fisici sono addirittura sconsigliate.

    Per togliere i plantari ok, sono d’accordo che vadano rimossi. L’iperlassità di Beatrice potrebbe rimanerle sempre, sarà un sua caratteristica bella ma che necessiterà sempre di rinforzo sul corsetto muscolare e in generale nei muscoli e nella postura.

    Il pollice e unghie i primi tempi non sono un dramma (prova impacchi con l’ittiolo, la crema al benzene), anche se verificherei la forma della scarpetta rispetto al piede perché Beatrice potrebbe subire a lungo termine l’alluce valgo se la mascherina è troppo corta o la punta troppo stretta.

    30 minuti di punte senza appoggio (al centro) a questa età non ha senso, va prima sviluppata la muscolatura del corsetto muscolare, per questo lei non ha equilibrio, è ancora troppo giovane.

    L’insegnante le farà fare un’altra coreografia senza punte, magari da solista… di sicuro la creatività non le manca, e non è un problema insormontabile, sarà solo ‘rinviata’ di un anno o due, a seconda della sua stabilità e preparazione muscolare. A volte, per poter rientrare nei termini di una performance o di un esame, si esagera con le possibilità fisiche effettive di chi danza. A dodici anni andrà benone, dovrebbe avere forza sufficiente e non perderà tempo se nel frattempo anziché correre sulle punte lavora su quello che serve (dorsali, addominali, rinforzo caviglie, postura…).

    Dell’insegnante non mi preoccuperei, si tratta di tua figlia, vediamo se testando la sua pazienza lei rimane sempre così appassionata, e se è disposta a sacrificare il ‘tutto e subito’ per impostare un lavoro serio e sicuro!

  6. Cara Alessandra, spero ti ricordi di me
    ho tante cose da raccontarti (cose che mia figlia mi aveva tenuto nascosto per mesi) perchè sapeva che non ero favorevole al lavoro sulle punte ed è molto difficile per me spiegarti i problemi che sono nati perchè non avendo nessuno conoscenza delle basi della danza non so se saprò spiegarmi. Il dolore a Beatrice per due mesi è bello che peggiorato. Il dolore aumentava di giovedi quando aveva appunto lezione con le punte, un aiuto mi è arrivato da instagram guardo spesso foto di danza ed ho iniziato ad osservare. Le ballerine in punta hanno tutte le ginocchia rivolte verso l’esterno e così anche l’anca, poi guardavo mia figlia e vedevo che la gamba non era per niente in linea. mi sono chiesta, vuoi vedere mio dio che il ginocchio non ruota non segue il piede e quindi rischia di farsi male? un giorno l’ho presa e le ho chiesto mostrami come ti metti in punta, le racconto il mio dubbio e lei finalmente mi confida cosa ha fatto la maetsra a dicembre. A Beatrice mancava completamente andeor allora per fare si che seguisse tutte le altre, mentre le altre facevano 15 aminuti di punte e lei no, la teneva da parte seduta a terra con dei pesi sui piedi per sviluppare qppunto la rotazione del piede. Le ho chiesto mostrami, ed ho potuto vedere perfettamente da occhio inesperto UN ORRORE un piede forzatamente girato in posizione un ginocchio leggermente girato e l’anca bloccata. E’ stato difficile controllarmi davanti mia figlia, non perdere le staffe e mandare a quel paese tutta la scuola. Un’insegnante diplomata alla royal non può fare questi errori ecco perchè ha male al ginocchio ed ecco perchè
    era troppo presto. Con l’aiuto di mia figlia (ha fatto per un pò ritmica) le abbiamo fatto fare degli esercizi per capire se l’anca era libera ma niente non riesce assolutamente . Mi ha confidato che non lavorano mai su spaccate o aperture ed allora io devo riuscire a portare via mia figlia da lì. Adesso ti chiedo può fare lei un lavoro di streching a casa con l’aiuto della sorella e mio? mi chiede sempre mama facciamo noi le aperture questa estate ci lavoriamo noi così a settembre non rischio niente. Che mi consigli SONO COSI’ DELUSA 🙁

    1. Cara Stefania,

      innanzitutto non disperare, Beatrice è giovanissima e può recuperare.
      Forse conoscerai il report scaricabile a questo link
      http://www.webdanceacademy/landing/

      ma alla sua età sono altre le cose che servono. Se la sua danza non è costantemente eseguita con un consapevole allineamento anca-ginocchio-caviglia, a quell’età rischia di farsi male: lo chiamo lo ‘sgambettamento’, dove le ragazzine danzano e imparano la tecnica in modo inconsapevole. Beatrice dovrebbe innanzitutto rinforzare il corsetto muscolare e correggere la postura, partendo da un corretto appoggio dei piedi con i mignoli costantemente a terra. Se riesce a comprendere la qualità del movimento necessaria per evitare rischi alla sua giovane età, può tranquillamente riprendere le punte fra due anni, all’incirca verso la pubertà, dove è meno rischioso aumentare lo sforzo in generale (tenuta, resistenza, spinta, forza muscolare e rotazione). Soprattutto se è carente di rotazione, è meglio che non salga sulle punte, perché le punte prevedono una tenuta del busto non indifferente e la rotazione che proviene da una corretta postura. Non si sale sulle punte giusto per salirci, perché poi le conseguenze arrivano! Al contrario, dovrebbe sforzarsi di accompagnare costantemente l’apprendimento della tecnica di danza ad una necessaria consapevolezza posturale. Io l’ho capito a vent’anni, quando già ballavo, e ho visto il mio corpo trasformarsi radicalmente, ma a quell’età non ci sono grossi rischi, la muscolatura ormai è formata. Non possiamo pretendere da una ragazzina di dieci anni tutto questo, e anche le punte… a quell’età hanno bisogno più che altro di imparare le basi divertendosi e soprattutto senza farsi male, per cui sconsiglio qualsiasi abuso… Meglio lavorare sul mimo, sulla musicalità, sulla coordinazione, sulla creatività, e lasciar perdere tecnicismi e virtuosismi non soltanto non adatti alla sua età, ma nemmeno apprezzabili a questo punto… A volte mi chiedo perché mettere le punte a tutti i costi quando c’è un mondo da scoprire già senza! Quale livello stava seguendo Beatrice secondo la RAD?

  7. RAD? cosa è? come ti dicevo sono inesperta ho solo avuto fortuna, il mio è stato un intuito, poi confermato da mia figlia più grande che mi ha confermato, mamma l’anca è completamente bloccata .Non ha naturalmente un buon equilibrio, per forza come si può danzare con un piede in una posizione e tutto il resto fuori postura e come dici tu non ha consapevolezza del suo corpo ed equilibrio, ecco il dolore al ginocchio, chissà come sta lavorando l’ articolazione.
    ma restando a noi tanto per ridere (si fa per dire) sabato e domenica hanno saggio, 3 coreografie, danza spagnola, valzer ed infine un minuto e venti secondi di danza in punte O_o

    1. RAD = Royal Academy of Dance, dove sembra essersi diplomata l’insegnante di tua figlia, stando a quanto scrivi. Teoricamente, è un programma didattico ben fatto, ma in pratica è piuttosto leggero e spesso carente di rinforzi adeguati, che richiedono comunque un insegnante competente e delle integrazioni soprattutto dal punto di vista atletico della danza (parlavamo di consapevolezza). Adesso vai a vedere il saggio e non intervenire fino a cose concluse, poi riscrivimi!

  8. Si lo farò, confermo il diploma dell’insegnante di Beatrice, è scritto ovunque che è stata allieva addirittura di Margot Fonteyn ma io sinceramente che la seguo da un anno credo sia una ottima coreografa, insegnante ho seri dubbi. Ti farò sapere come andrà a finire sei un grande aiuto per comprendere bene la situazione e di questo ti ringrazio tanto. Anche il report o un altro quando ci riscriveremo accetto anche un programma di lavoro semplice che lei possa fare a casa grazie.

  9. Eccomi, scusa la lunga assenza non dovuta ai dubbi ma alla mancanza di tempo.
    Sabato e domenica 18,19 giugno ci sono state le due serate di saggio media 4 ore a sera ……..no comment
    Beatrice è stata molto brava quasi graziosa io sono di parte ma è davvero molto piacevole da vedere. Entrambe le serate ballava 3 balletti, una coreografia spagnola, una coreografia in punta 1,20 minuti ed un valzer per finire.
    E’ andato tutto bene tranne appunto il balletto sulle punte, la prima sera quasi mi veniva un infarto perchè dopo poco tempo neanche a metà balletto un ginocchio comincia a storcersi, prende una direzione strana EVIDENTE A TUTTI man mano che i secondi passano il ginocchio di Bea era sempre più a X . Domenica l’ho guardata con il binocolo per osservare ogni minimo cambiamento ed ho chiesto alla persona che mi era seduta vicino se poteva aiutarmi e vedere se notava qualcosa di strano nelle gambe di mia figlia, senza specificare, Questa persona mi dice: oh si, vedo un ginocchio valgo ma prima non c’era………non ho altro da aggiungere……….era tutto evidente, anche un pubblico inesperto vedeva il problema e tante mamme hanno cercato di confortarmi: Parla con la maestra chiarisci la situazione, falla vedere da un esperto, falle fare uno stage da un insegnante bravo e fatti consigliare ………io invece so che per almeno altri 2 anni Bea le punte non deve metterle poi se si possa trovare un’altra soluzione io questo non lo so, solo un esperto che ha a cuore il suo benessere può consigliarmi 🙁
    sempre più avvilita

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