La Danza Cristiana: un trend emergente e un nuovo orizzonte

 

Ricercando per il web, ho constatato una cosa molto particolare, che coinvolgeva ogni continente (tranne quello europeo, stranamente), ovvero che la danza definita come ‘cristiana’ abbia impennate di ricerche e visualizzazioni che sorpassano tutte quelle della danza definibile come ‘secolare’.

Ho salvato i dati in questo documento di un paio di anni fa, dove si evince quello che ottiene percentualmente l’attenzione più alta dei visitatori del settore, in rete per parole chiave.

La mia esperienza personale non si è fermata, negli anni, alla danza secolare, ma per volontà di Dio (non mia) si è estesa oltre la tecnica per approdare sui lidi dello spirito. Non uno spirito qualunque, che desse soltanto motivazione e ispirazione a una struttura artistica umana, ma uno spirito che rifondasse completamente qualunque cosa, a partire dall’interiore dell’essere umano, e che quindi includesse le forme d’arte da lui create.

Dopo che Gesù ha voluto incontrarmi e salvarmi, non riesco più a ridurre la danza solo a un aspetto tecnico ed estetico, pur riconoscendo la fondamentale importanza del lavoro di cesello negli allievi. Essa perderebbe ogni suo senso, perché al ‘bello’ (l’estetica) a cui è legato il ‘buono’ (l’utilità interconnessa nei movimenti) verrebbe a mancare il ‘vero’ (il messaggio supremo del divino attraverso l’artista).

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Parlando di danza cristiana per introdurre un argomento ancora relativamente ‘nuovo’, abituati come siamo a conoscere solo quello che il mondo può offrire, sono stata colpita da due affermazioni che hanno capovolto il mio concetto di danza in generale ma anche di danza già cosiddetta ‘cristiana’. Se crediamo che la Parola di Dio, divinamente ispirata, sia il Modello per eccellenza per la vita dell’uomo quale infatti è, notiamo che da nessuna parte troviamo scritto che Dio debba essere lodato stando seduti. Fatta eccezione per disabilità che possono peraltro albergare un cuore grato e gioioso, è chiaro che la danza come lode non può essere qualcosa di statico.

Allo stesso tempo, però, pur avendo chiari esempi di gente che nelle diverse storie bibliche ha danzato (la profetessa Miriam, il re Davide, la figlia di Jefte…), nella Bibbia non si fa menzione di ‘danzatori’, magari anche professionisti, bensì di adoratori. È interessante notare che la danza di Dio non è quindi un’arte costruita esteriormente, ma è la conseguenza inevitabile di un processo interiore. Adoratori che lodano stando in piedi e muovendosi, è forse il primo concetto che possa chiarire la danza dal punto di vista di Dio. Senza adorazione, infatti, la danza per Dio non ha senso, e torna ad essere un’interpretazione umana pur facendo riferimento alle storie bibliche.

Piuttosto, ricerco il vivere la Parola di Dio quotidianamente per poter POI danzare: cosa assolutamente non scontata, perché prevede la ‘morte a se stessi’ quotidiana. Di conseguenza, al di là della complessità del lavoro tecnico, diventa chiaro che danzare per Dio non è assolutamente così semplice come si potrebbe pensare. Perché? Perché entra in gioco l’unico requisito veramente indispensabile: un cuore arreso all’amore di Dio, grato per la Sua salvezza e pronto a ubbidirGli.

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Nelle statistiche sopracitate però sembra che l’Europa e specialmente l’italia siano estranee alla danza spirituale, i dati sono ridicoli e non si può affermare vi sia un’incidenza e un peso effettivi che quest’arte dovrebbe avere nella nostra area. È dunque arrivato il momento di colmare le lacune e di rendere fruibile questa conoscenza a quanti hanno fame e sete delle rivelazioni che altri hanno già avuto, e di alzare lo standard della nostra danza anche qui. A questo Dio mi ha chiamata, e a questo io devo rispondere, in obbedienza. Ancora, da parte mia non è una questione di voglia o di entusiasmo, ma di ascolto e di obbedienza. Io SO in CHI ho creduto. Ora è il momento di farLo conoscere anche qui secondo le Sue disposizioni.

Ora, per tornare all’inizio della mia esperienza con Dio, come avrei potuto adorare e compiacere con la danza un Dio che non conoscevo? Come è vero che nella danza ‘secolare’ questo requisito non serve, è altresì vero che con un corretto e paziente lavoro tecnico tutti possono arrivare a dei risultati soddisfacenti. Non tutti però, pur avendo le qualità fisiche necessarie, possono danzare per Dio… E menomale! Tentare di danzare per Dio senza il requisito indispensabile, potrebbe essere addirittura DANNOSO…

 

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Io mi sono ritrovata ad aver raggiunto alcuni livelli tecnici che volevo, ma soltanto DOPO mi è caduta tra le mani la danza come Dio la intende. Gestire entrambe le cose inizialmente mi è parso impossibile. Non conoscevo nulla sull’argomento ‘danza spirituale’, pur avendo lavorato in produzioni sempre a sfondo spirituale. Fu solo anni dopo che Dio mi rivelò l’esistenza della ‘danza cristiana’. Non per escludere la tecnica più di quanto avessi dovuto includerla – il punto era Dio stesso: non la danza, non IO!

Il mio desiderio eseguendo la danza di Dio, chiusa in camera come davanti alle persone, è che sia glorificato Dio, non io: così che l’approvazione di Dio, che è la Sua presenza manifesta e il sigillo della Sua unzione, scendano in potenza per raggiungere e guarire le vite di chi osserva, nonché di chi danza. La mia preghiera quando danzo è che la gente non veda tanto me quanto Lui, il Suo amore per ognuno di noi e la Sua salvezza. Questa rimane una cosa impensabile per il danzatore mondano, che vive per esibirsi e per appagare il suo ego.

Ma se per ubbidire alla Parola dobbiamo adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:21-23), è necessario togliere dal cuore ogni sorta di idoli, anche i meno evidenti, e lasciare spazio a Lui. Con la danza possiamo intrattenere, acculturare, sedurre… o edificare. Per Dio, cambiano le motivazioni, cambiano gli obiettivi e quindi cambiano anche i mezzi per raggiungere gli obiettivi. Osservando le vite da ‘star’ di molti miei ex compagni, amici e colleghi, ho notato che quando capita loro di danzare in realtà ‘minori’, come durante iniziative benefiche rivolte ad anziani, bambini in ospedale, disabili eccetera, spesso queste vengono da loro considerate ben poca cosa – più o meno una seccatura. E certo, vuoi mettere con il danzare alla Scala?

Ma Dio giudica i cuori…

Considerando la cosa dal punto di vista dei Suoi scopi eterni, cosa volete che gliene importi, dopotutto, dell’esibizione di star della danza alla Scala? Ugualmente, non trovate un’offesa agli anziani il sapere con che cuore in realtà vadano a danzare molti ballerini del mondo? ‘Il cuore dell’uomo è insanabilmente malvagio’, afferma non a caso il profeta Geremia. Attenzione però, non sto facendo di tutte le erbe un fascio. Conosco danzatori di grande professionalità e insieme grande umanità, come la cara Mary Garrett, che ci sta ogni giorno dando un’esempio di bellezza e verità, con la sua arte eccellente e soprattutto con il suo cuore d’oro. Pur danzando alla Scala e nei palchi più grandi e rinomati, Lei appartiene a Gesù. Ma credo che purtroppo si tratti di rare eccezioni.

Poi, in genere, tra i danzatori del secolo ‘meno spettacoli si fanno e meglio è’. Mi spiego: ‘Troppa fatica, se salta qualche data, in fondo lo stipendio arriva comunque…’. E la gioia di danzare dov’è finita? Anche nel mondo se ne parla: se non danzi con il cuore non esprimi nulla, e via dicendo. Ma la verità è che del loro cuore non importa niente a nessuno, e si dà valore piuttosto alla propria immagine, alle proprie performance. Nel Salmo 147: 10-11 Dio dice chiaramente che le gambe dell’uomo non lo impressionano: non così, invece, il cuore dell’uomo che Lo teme e che spera nella Sua benignità.

 

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Com’è distante la danza del mondo dal vero Dio che danza! Se ciascun artista esaminasse se stesso con onestà e tornasse al Dio che danza, oltre a non pagare il prezzo del Suo giudizio, centrerebbe l’obiettivo per cui è stata creata la danza: essere glorioso strumento di lode, adorazione e preghiera per raggiungere, salvare e guarire i perduti con la Sua potenza spirituale, con un cuore che si è lasciato ammorbidire e purificare dal Suo amore e dalla Sua Verità.

 

Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica. Qui voglio soffermarmi un attimo, data l’importanza della prudenza in questo percorso interiore. Per esperienza personale, se basta un 1% di veleno a rovinare una bottiglia di succo d’arancia, a poco saranno servite le vitamine, il profumo, il colore… Tu non riceverai nutrimento, la tua sete non sarà calmata, e anzi ti avvelenerai. Questo è ciò che succede quando credi di aver trovato l’Eden della danza di Dio, ti ci butti a capofitto con pieno entusiasmo, solo per scoprire le manipolazioni che rovinano e plagiano la tua libertà di individuo. Tu devi essere libero, o libera, di fare la volontà di Dio, di amare e di esprimerti per come Dio ti ha creato, e non devi rendere conto a nessuno se non a Dio stesso. Se la pace ti abbandona, il Principe di Pace non è lì. Se la libertà ti abbandona, lo Spirito di Dio non è lì. Se il libero arbitrio ti abbandona, sei caduto preda dei lupi e non di chi ti ama veramente.

 

 I falsi profeti (Matteo 7:15-20)15 «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. 16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.

 

Chi ti ama non ti usa, ma ti rispetta nella tua crescita spirituale e fertilizza il campo del tuo cuore affinché tu possa un giorno fiorire e portare frutto.

Te lo scrivo qui perché a me è successo tutto questo. Ho ricevuto tanto, ma sono stata anche intossicata. E credimi, Dio questo non lo vuole. Il Signore è semplice, concreto, agisce nella quiete interiore senza forzature o abusi. Tu sei la cosa più preziosa per lui, la rosa nel Suo giardino che Egli cura amorevolmente. Qualsiasi altra situazione in cui tu non sia rispettato e amato, non proviene dalla Sua volontà e non porterà il frutto che vorresti.

Esci da tutto quello che ti spreme e ti manipola: tu non sei fatto per essere una parte di un ingranaggio e per servire l’uomo. Tu sei fatto da Dio per servire Dio, per ricevere il Suo immenso amore e restituirlo a piene mani, incondizionatamente. Se non comprendi queste semplici e profonde verità, rischierai di abbandonare tutto e di diventare preda di meccanismi perversi che hanno la parvenza della pietà, ma non la sua sostanza.

Ecco perché nel Corso Online sulla Danza Cristiana ti aiuterò a formarti nel pieno rispetto di chi tu sei: perché so cosa voglia dire essere abusati, manipolati, violentati psicologicamente, intossicati. Io non voglio questo per te, ma se sei all’inizio di questo percorso è bene che tu sappia che purtroppo esistono anche dei contesti da cui è meglio scappare. Io non ti farò scappare, ti darò solo il materiale che necessiti per approfondire e comprendere questo percorso. A distanza, via email, o anche di persona, se vorrai organizzare degli eventi dal vivo, ma sempre con amore e in libertà. Così soltanto lavoreremo bene entrambi, e permetteremo a Dio di operare. Ricorda: la conoscenza della Verità ci rende liberi!

Da me puoi cercare le fondamenta bibliche, i significati di termini, colori, simboli, tutto ciò che rappresenta la bellezza, la storia e il valore di una danza spirituale sempre attuale. Puoi cercare il distillato di formazione unico, direttamente dagli Stati uniti e dalle nazioni in cui la danza cristiana ha avuto un enorme sviluppo, e che in Italia nessun altro può vantare, perché semplicemente non esiste qualcosa di simile qui da noi. 

Fammi dunque sapere se vorrai far parte di questo progetto e sarò ben felice di aiutarti, perché lo meriti, perché Dio ha gli occhi su di te e vuole insegnarti il meglio nel rispetto della tua persona, perché ha un proposito da adempiere con questa formazione. E tu senti, dentro di te, che questa è la cosa che il tuo cuore desidera da tempo, quella sete e quella fame giusta che avevo e ho tuttora anch’io verso il nutrimento autentico delle cose di Dio che caratterizzano la nostra chiamata artistica.

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Lettera a una classe di danzatori

Mentre lasciavo che lo Spirito di Dio mi ispirasse, ho annotato alcune cose che sapevo di dover condividere con il ‘sacerdozio regale’ e la ‘gente scelta’ che popola i corsi della Star Rose Academy della nota attrice Claudia Koll la quale, come ben sappiamo, è stata trasformata da Gesù e continua a impattare le vite delle persone attraverso la sua personale testimonianza. Avendomi Claudia pienamente autorizzata ad accompagnare i ragazzi verso Dio prima di ogni lezione, ho voluto mettere per iscritto un’eredità spirituale che potesse infondere la consapevolezza di Dio in loro, e incoraggiarli a prendere ciò che Dio ha messo da parte per il loro destino di figli e discepoli privilegiati.

 

Vi vorrei parlare prima di tutto di reale umiltà, quel concetto ancora troppo lontano o sfocato che però fa tutta la differenza nel modo di porsi di un artista.

Maria, la madre di Gesù, fu trovata ‘umile’ e ricevette l’onore di partorire il Figlio di Dio. Ma in ebraico ‘umile’ significa soltanto ‘essere vuoto’. Solo chi è vuoto può essere riempito e ricevere le cose di Dio.

Umiltà è avere la fame giusta per essere riempiti di Dio, come successe a Maria e come suggerisce in un noto video Steve Jobs (‘siate affamati, siate folli’).

Abbiamo noi questo tipo di condizione e di fame? O siamo pieni di noi stessi, di qualche filtro manipolativo o falsa convinzione, di illusioni, vittime finanche dell’inganno di conseguire una carriera artistica in seno alla chiesa stessa? Abbiamo scambiato l’umiltà vera con un concetto simile ma distorto di umiltà? Essa ha molteplici sfaccettature, che si scoprono man mano e devono realizzarsi in ogni area della vita per liberarci dall’ego che ci intossica e opprime la vera libertà che potremmo invece esprimere.

L’artista, in particolare il danzatore, sperimenta una certa difficoltà nel rapportarsi con l’umiltà, ma deve sapere che beneficia di grandi vantaggi nel mettere da parte il proprio ego durante la sua performance per far risaltare Dio attraverso di sé.

I Suoi piani non sono i nostri, la mente deve essere controllata dallo spirito per creare il frutto dello Spirito e impattare il mondo, scrivere la storia con l’arte di DIO in noi.

Non io, ma Cristo in me, che cresca Lui e che io diminuisca.

Non il mio piano, ma il piano di DIO in me, attraverso di me. Ora parliamo del successo.

Il successo vero non è quello che il mondo secolare definisce come tale.

Avere successo significa in realtà raggiungere uno dopo l’altro gli obiettivi che Dio ha per noi, qualunque essi siano, a qualunque costo. Pensavate che avesse a che fare con la vostra abilità e fortuna? No. Per nulla. E saprete distinguere se state vivendo una vita di successo da come vivrete i frutti che ne deriveranno, poiché l’albero si giudica sempre dai frutti.

Soffermiamoci invece sul concetto di peccato.

Il peccato è per definizione un mancato raggiungimento di questi giusti obiettivi: riuscite a capire come si inquadra lo stile di vita di un uomo, di una donna di Dio, prima ancora di parlare di artisti?

Iniziamo a vederci come uomini e donne di Dio ancor prima di vederci come performer, a ricercare la nostra identità in Lui, a lasciargli i nostri pesi, a cercare guarigione interiore in Lui. Non cerchiamo identità fasulle, guarigioni a metà o specchietti per allodole. Noi siamo importanti perché siamo grandemente amati.

Non siamo importanti perché amiamo, ma perché siamo amati, e non possiamo aggiungere nulla a questa perfezione divina.

 

Siamo dunque felici per le cose giuste! Cerchiamo la serenità e la pace che nn hanno prezzo, lasciamo che Dio faccia l’opera in noi e mettiamoci da parte per vedere la Sua gloria.

Lui non ci forzerà, ma prendiamo consapevolezza di essere un popolo scelto, un regale sacerdozio con il privilegio di servirLo e scrivere le pagine della storia.

Non pensiamo all’arte da imparare o al nostro futuro, concentriamoci sull’avere un rapporto con Dio costante e nutrito per non diventare ‘rachitici spirituali’.

Senza Gesù non possiamo infatti fare nulla. Ecco cosa riporta la Parola riguardo alle sollecitudini di questa vita.

 

Le preoccupazioni (Matteo 6:25-34)

25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

 

Arriviamo, per favore, al punto in cui il fatto di occuparci o meno di arte non ci cambierà la vita, poiché avremo deposto il nostro dono ai Suoi piedi.

Solo allora saremo liberi davvero, grati davvero, coraggiosi di predicare il Vangelo con la franchezza dei primi apostoli, senza falsa umiltà, bassa autostima, vergogna… ed essendo consapevoli di appartenere e servire l’Eterno.

Noi come docenti facciamo del nostro meglio, percorriamo la via con voi giovani artisti, affiancandovi e aiutandovi, ma il vero Artista è il Dio che ci ha creati, e che anche se fossimo stati l’unico uomo o donna mai esistiti sulla faccia della terra, avrebbe comunque mandato Gesù a morire in croce per ciascuno di noi, tale è il suo folle amore nei nostri riguardi.

Non seguiamo le nostre vie, i nostri piani, ma rilassiamoci nelle braccia di Dio e permettiamoGli di fare il Suo mestiere nelle nostre vite!

 

Ecco, la nostra motivazione deve essere purificata, mentre noi dobbiamo acquisire la certezza che comunque vada, siamo nelle mani di Dio e strumenti della sua gloria, per avanzare il suo regno. Mettiamogli a disposizione il talento che ci ha dato, e con determinazione divina, non carnale, ricercando la pace e il perdono. Verso noi stessi, gli altri, i docenti, chiunque, e sempre, 70 volte 70, come decisione e stile di vita di base, per permettere a Dio di guarirci dentro e adempiere al mandato di Isaia 61.

 

Isaia 61

La salvezza proclamata
Lu 4:16-21
1 Lo Spirito del Signore, di DIO, è su di me,
perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,
per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi,
l’apertura del carcere ai prigionieri,
2 per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE,
il giorno di vendetta del nostro Dio;
per consolare tutti quelli che sono afflitti;
3 per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere,
olio di gioia invece di dolore,
il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto,
affinché siano chiamati querce di giustizia,
la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.

 

Ricordiamoci: ‘Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me’.

Non è la mia tecnica, il mio fascino, la mia femminilità o virilità. Non è un talent show o un’audizione. Non è il compiacere un coreografo. È Dio a dover essere al centro del nostro focus: in Lui si compie ogni cosa, è l’alfa e l’omega, l’arte gravita attorno a Lui per poter essere un’arma efficace, per ricevere la sua unzione e benedizione.

È la Sua opinione quella che conta, non quella di un uomo. Sono le cose che portano frutto eterno che ci interessano, e voi avete il privilegio di essere scelti per questo, se no tanto valeva fare qualsiasi altra buona altra accademia… è questo che ci differenzia.

È il vostro cuore rinnovato che cambia ogni cosa intorno a voi.

È Gesù in noi che fa la differenza.

Comprendiamo che siamo strumenti della Sua gloria, e non della nostra.

 

Quando Mosè compì 80 anni e arrivò al punto in cui non gliene importava più nulla di nulla, non gli rimaneva più nulla da perdere e non voleva nemmeno più servire Dio, ecco che proprio allora Dio lo chiama a servirlo! Così dobbiamo essere noi, abbastanza vuoti affinché Lui possa usarci… Più lo siamo meglio è, allora non sapremo contenere o quantificare la reale soddisfazione che solo Lui può darci.

Io voglio vedere una trasformazione in voi, che permetta a Dio di trasformare altri e contagiarli della Sua presenza, guarigione ed eternità. Se questo non avviene, ancora non vuol però dire che io abbia fallito, poiché ho fede per credere che quanto seminato prima o poi frutterà: la parola di Dio è come un seme. Deve solo morire per poter portare frutto. Se il nostro ego non muore, non porteremo il frutto che Dio si aspetta.

E guardate bene, lucifero è caduto per egoismo ed orgoglio, gli stessi motivi per cui il mondo va a rotoli anche oggi. Noi non abbiamo armi carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, e questo vale per la vita e per ogni cosa: usiamole.

 

Alessandra

 

 

Per essere informato sul Corso Online sulla Danza Cristiana e per ricevere le novità sull’argomento, scrivimi un’email a webdanceacademy@gmail.com con oggetto: ‘DANZA CRISTIANA’ e ti inserirò nella newsletter dedicata all’argomento. Riceverai aggiornamenti a breve!

Per poter ricevere il libro ‘Danza, il Proposito Santo di Dio’ che ho tradotto, segui le istruzioni a questa pagina.

3 thoughts on “La Danza Cristiana: un trend emergente e un nuovo orizzonte

  1. Ciao Alessandra, vengo ricordare di una cosa che hai successo quando io è te eravamo in prova per un spettacolo a Padova, di come Dio hai operato in quella danza dove noi non abbiamo fatto nulla, ma Dio attraverso di noi!

    Dio ti benedica!

  2. Adorazione è un comandamento – La lode e l’adorazione non sono una opzione che possiamo decidere fare o non fare d’accordo con i nostri capricci. E’ un comandamento di Dio. Quando la Bibbia dice: “Lodate al Signore”, questo non è suggerimento o una richiesta, ma un comandamento. Non ha nessuna eccezione. Tutti e qualsiasi figlio di Dio deve essere un lodatore e adoratore di Dio.

    Abbiamo bisogno di rispondere a Dio con obbedienza. In Genesi 15:17-21, Dio fa un’alleanza con Abraamo. Questa alleanza richiedeva obbedienza assoluta e un impegno totale di Abraamo con Dio. Dio richiedeva sincerità e integrità nell’impegno di Abraamo e, provarlo, Dio ha richiesto il sacrificio di ciò che Abraamo considerava più prezioso nella sua vita: Isacco, il figlio della promessa.
    Una vita di Adorazione richiede tutto ciò che siamo e che abbiamo (Rm. 12:1-2). Bisogna che ci sia una redenzione totale di tutto il nostro ego a Dio perché diventiamo veri adoratori. Dobbiamo rendere a Dio “Sacrifici di lode” (Hb. 13:15). Anche Davide capiva questo principio al dire: “Offrirò al SIGNORE, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla?” (II Sm. 24:24).
    Abraamo si stava preparando non soltanto per offrire Isacco a Dio, ma anche i suoi propri piani, desideri, e volontà per il suo futuro. Il suo futuro era necessariamente legato a questa redenzione. Mai potremo entrare in una vera adorazione senza che ci sia un

  3. … e chi se lo dimentica? Sto ancora aspettando che risucceda un miracolo simile… Indimenticabile!! (PS sei riesci a ottenerne il video fammi sapere!)
    Per tutto il resto, non posso che risponderti AMEN… Ma noi lo sappiamo, ora c’è bisogno di gridarlo al mondo!! Un abbraccio in Cristo caro Sandro, e speriamo di vederci presto! Se sei in Italia batti un colpo!

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